Iniziazione Cristiana. Introduzione


 

 

 

 

 

 

 

ISTRUZIONI PER L’USO

1 La proposta di Iniziazione Cristiana

«La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si ioccorraoo con Gesù. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia» (FRANCESCO, Esortazione apostolica Evangelii Gaudium, Roma 2010, I).

L’Iniziazione Cristiana dei ragazzi si colloca nell’ampio orizzonte dell’evangelizzazione e costituisce uno degli ambiti più importanti della missione della Chiesa, un cardine della sua azione pastorale.

Il cuore pulsante dell’intera proposta di Iniziazione Cristiana è l’incontro personale con il Signore Gesù, nella comunità cristiana. In questo incontro vivo con il Signore Gesù i ragazzi si scopriranno, durante il cammino dei quattro anni, figli, discepoli, amici, cristiani.

Con questa proposta di Iniziazione Cristiana desideriamo «introdurre e accompagnare i ragazzi dai sette agli undici anni all’incontro personale con Gesù nella comunità cristiana» (Linee diocesane per l’Iniziazione Cristiana dei fanciulli, 28 maggio 2013 in «Rivista Diocesana Milanese» 104 (maggio2013/supplemento), 17-30, n. 25)

La proposta, pensata in stretto collegamento con la fase precedente del percorso (0-6) e con quella successiva ( 12-14 anni), si presenta come un cammino organico e integrato di introduzione alla vita cristiana, grazie al quale i ragazzi vengono educati all’ascolto della Parola di Dio, al pensiero di Cristo, alla preghiera, alla celebrazione liturgico-sacramentale, alla vita nella Chiesa, allo spirito missionario.

2 Una proposta integrata a quattro dimensioni

Il cammino di Iniziazione Cristiana è una realtà viva che si fonda sulle dimensioni fondamentali della comunità cristiana, descritte nel libro degli Atti degli Apostoli (At 2,42-47), i “quattro pilastri” della Chiesa delle origini: «L’educazione al “pensiero di Cristo”; la tensione a condividere con tutti i fratelli la propria esistenza perché abbiamo in comune Cristo stesso; la memoria eucaristica di Gesù quale sorgente inesauribile della vita della comunità, illuminata dalla Parola di Dio; e l’apertura verso tutta la famiglia umana attraverso la comunicazione piena di riconoscenza per il dono gratuitamente incontrato» (A. Scola, La comunità educante. Nota pastorale, Centro Ambrosiano, Milano 2014, 21. Per approfondire si veda anche A. Scola, Alla scoperta del Dio vicino. Lettera pastorale 2012-2013, Centro Ambrosiano, Milano 2012, 8).

La proposta di Iniziazione Cristiana che presentiamo esprime questi quattro pilastri attraverso l’intreccio dinamico di quattro dimensioni fondamentali, grazie al quale diventa possibile interagire con tutte le dimensioni della persona:

Il vissuto dei ragazzi. È l’esperienza di vita che i ragazzi vivono giorno per giorno, condotta tra casa, scuola, oratorio e altri luoghi; è il personale incontro con Dio che è possibile già alla loro età e nella loro condizione; è anche la cultura in cui sono immersi (libri per ragazzi, giochi collettivi, media).

La Parola di Dio. La lettura orante della Scrittura, custodita dalla millenaria tradizione della Chiesa, apre all’ascolto della voce del Signore, permette di interpretare il vissuto secondo il pensiero di Cristo e di generare vita nuova.

La Liturgia e la preghiera. Nella Liturgia, in particolare nella celebrazione dei Sacramenti, s1 esprime e si attua la rivelazione salvifica del mistero di Cristo e qui converge la risposta dell’uomo nella preghiera personale e comunitaria, soprattutto nell’assemblea eucaristica domenicale.

L’esperienza di Chiesa: comunità e famiglia. La comunità cristiana è il luogo dell’Iniziazione Cristiana. La famiglia è il contesto vitale originario di ogni bambino. Si tratta di abitare questi luoghi e metterli in feconda sintonia, affinché la trasmissione della fede avvenga e la vita dei ragazzi diventi testimonianza.

Le quattro dimensioni appena elencate non sono da intendere in successione cronologica; l’attenzione ad una di esse non comporta l’accantonamento delle altre. Esse sono strettamente articolate tra loro: la Parola di Dio si interseca con il vissuto di ogni persona, con la cultura e il contesto vitale nella quale è annunciata; diventa poi Parola celebrata nella Liturgia, fonte di vita nuova.

Vivere l’Iniziazione Cristiana è immergersi in un contesto di relazioni, non solo personali ma molteplici; è come respirare un’aria, entrare spontaneamente nel linguaggio che dà forma alle nostre parole e ai nostri pensieri e che determina le nostre azioni. Si tratta quindi di aiutare il ragazzo ad abitare uno spazio vitale in cui sperimentare in modo unitario le quattro dimensioni appena descritte. In questo modo, l’Iniziazione Cristiana genera una “cultura di fede” che si trasmette impercettibilmente ma efficacemente, grazie alla quale la vita e la fede si intrecciano in maniera feconda.

Il percorso si sviluppa in tappe piuttosto ampie. Questa scelta permette di illuminare l’esperienza umana e cristiana con tutte le dimensioni della fede che in ciascuna tappa si desidera promuovere. Permette inoltre di disporre di tempi distesi di ascolto, dialogo, relazione ed esperienza, nei quali diventa possibile una reale partecipazione di quanti sono coinvolti.

Ogni tappa non è pensata come una linea, di cui conosciamo l’inizio e la fine; è piuttosto come uno spazio semi strutturato, un ambiente da abitare e a esplorare. Ciò che vogliamo vivere è un reale cammino da compiere insieme (Anche negli aspetti pedagogici e didattici della proposta ciò che è realmente in gioco è la possibilità di fare esperienza della Chiesa: «Le persone non sono semplici destinatari della catechesi, ma protagonisti del proprio cammino di fede». CEI, Annuncio e catechesi per la vita cristiana, Lettera alle comunità, ai presbiteri e ai catechisti nel quarantesimo del Documento di base Il rinnovamento della catechesi, 2010, n. 3).

I soggetti protagonisti non sono solo i catechisti, ma anche i ragazzi stessi, Ie loro famiglie, la comunità cristiana e al suo interno la comunità educante. Ciò che accadrà in ogni tappa sarà una scoperta per tutti.

3. Aspetti qualificanti

Possiamo affermare che ogni cammino di Iniziazione Cristiana è anche iniziazione alla Chiesa. Dalla Chiesa si è accolti e accompagnati ad un incontro personale con Cristo che non può non avvenire nella comunità stessa. È dunque la Chiesa l’ambito fondamentale nel quale avviene l’Iniziazione Cristiana.

La prima esperienza di Chiesa per i bambini si ha in famiglia. Da questo punto di vista l’opera di Associazioni e Movimenti è preziosa nel coltivare relazioni ecclesiali significative. In generale, comunque, i bambini e le loro famiglie incontrano la Chiesa attraverso i volti di quanti (presbiteri, religiosi, catechisti, animatori) ·si fanno loro incontro al momento della domanda del Battesimo e all’iscrizione al percorso di fede. Espressione di Chiesa sono anche gli ambienti frequentati, dalla chiesa parrocchiale fino al campo dell’oratorio, passando dalle scuole dell’infanzia.

All’interno di questa esperienza complessiva di Chiesa, le quattro dimensioni fondamentali del percorso si declinano e ampliano in alcuni aspetti qualificanti della proposta:

Primo annuncio e catechesi. Consapevoli della distanza rispetto ai gesti e alle parole cristiane che caratterizza oggi molti ragazzi e famiglie, attribuiamo una particolare attenzione al “primo annuncio”, le cui dinamiche innervano l’intero percorso (Cf. FRANCESCO, Evangelii Gaudium, Roma 2010, 164. Per approfondire: CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Incontriamo Gesù. Orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia, Roma 2014, cap.11.). Tale attenzione sarà particolarmente marcata nel primo anno, ma non verrà meno nei successivi. Nella linea di uno stile di primo annuncio, la logica che soggiace all’intero percorso non è quella dell’esposizione, ma della scoperta. Quest’ultima inizia dalle idee più semplici per giungere a quelle più complesse; parte dall’esperienza (non solo del ragazzo stesso, ma anche dei personaggi biblici o dei testimoni della fede) e arriva a cogliere il cuore dell’annuncio; nasce dall’ascolto e giunge ad una comprensione più profonda.

Sacra Scrittura. Il percorso di Iniziazione Cristiana che proponiamo è scandito da brani della Scrittura (per lo più del Nuovo Testamento, ma non solo). Si tratta di una scelta che considera determinante per i ragazzi e i loro genitori l’incontro con la Parola di Dio attraverso la sacra Scrittura. Essa conduce all’incontro con Dio e introduce nel pensiero di Cristo. In tutto il percorso si offre un metodo di lettura del testo biblico sia agli adulti (catechisti e genitori) che ai ragazzi.

Dimensione teologico-dottrinale. La dimensione teologico-dottrinale della catechesi accompagna l’intero percorso dei ragazzi. Sotto questo profilo, gli aspetti qualificanti della proposta sull’arco dei quattro anni possono essere così identificati:

• centralità della persona di Gesù come compimento della storia della salvezza;

• prospettiva trinitaria, con la sottolineatura della paternità di Dio e dell’azione dello Spirito Santo;

• Incontro con i grandi temi tradizionali della catechesi: Credo, Sacramenti, Comandamenti, Padre Nostro;

• scoperta della dimensione morale della vita cristiana, in rapporto con l’azione dello Spirito Santo, nel quarto anno.

Centralità dei Sacramenti. La proposta di Iniziazione Cristiana vuole condurre i ragazzi, insieme ai loro genitori, a celebrare i Sacramenti nel modo più intenso e fruttuoso, dentro il respiro più ampio della vita cristiana. Preparazione ai Sacramenti e cammino di introduzione alla vita cristiana non sono in contrasto: il disegno è unitario, poiché l’incontro col Signore – reso possibile dai Sacramenti – è il culmine dell’esistenza cristiana e al tempo stesso il principio di una vita rinnovata. Si è introdotti alla vita cristiana mediante i Sacramenti, ma al tempo stesso la celebrazione dei Sacramenti si invera in un’esistenza permeata dalla carità.

Educazione alla preghiera. Nel percorso di Iniziazione Cristiana i ragazzi (e i loro genitori) saranno aiutati a compiere un cammino di introduzione alla preghiera, valorizzando non solo il patrimonio delle preghiere tradizionali, ma anche i Salmi. È inoltre importante educare i ragazzi alla preghiera spontanea e coinvolgere i loro genitori nella buona pratica della preghiera in famiglia. Non va infine sottovalutata l’importanza di alcuni gesti tradizionali della pietà popolare, quali la via crucis, le novene e i pellegrinaggi.

Educazione alla celebrazione. Alla celebrazione dei Sacramenti si giunge anche attraverso l’introduzione progressiva al senso del celebrare cristiano.

Come a pregare si impara pregando, così a celebrare si impara celebrando. Il cammino prevede perciò nei quattro anni delle celebrazioni non sacramentali, le più importanti delle quali sono le seguenti: Consegna dei Vangeli, Memoria del Battesimo, Consegna del Padre Nostro, Consegna della Legge dell’Amore.

Non mancheranno inoltre piccole celebrazioni solitamente al termine di un incontro, come agili modalità per vivere in forma celebrativa l’esperienza della singola tappa. Queste proposte creano quel “tessuto di esperienze celebrative” che, lungo tutto il percorso, aiuterà a comprendere sempre meglio il valore del celebrare cristiano.

4. Contesti vitali

I bambini e i ragazzi che vivono l’esperienza del percorso di Iniziazione Cristiana attraversano quotidianamente diversi contesti vitali ciascuno dei quali ha un influsso esplicito o implicito sul cammino di fede che essi compiono. Il clima respirato in famiglia coi propri genitori, fratelli e sorelle (senza dimenticare la

preziosissima presenza dei nonni), l’esperienza fatta a scuola, gli incontri avuti in oratorio e negli altri ambienti parrocchiali, fino alla frequentazione di contesti sportivi, ricreativi e culturali, sono i tanti fattori che influiscono sull’esito finale della proposta rivolta ai ragazzi.

Pur consapevoli che non possono essere presi da soli, perché si implicano reciprocamente, andiamo brevemente a presentarli singolarmente:

Il contesto familiare

È un contesto da valorizzare e promuovere come soggetto attivo. I genitori sono i primi e insostituibili educatori dei loro figli.
La comunità cristiana ha la responsabilità di mettersi in ascolto per accoglierli e sostenerli, per affiancarsi a loro ed attivare le naturali risorse di religiosità che sono concretamente presenti all’interno di ogni situazione familiare. Valorizzeremo, quindi, una metodologia di coinvolgimento degli adulti, con una particolare attenzione alle diverse sensibilità e disponibilità. L’ascolto comune della Parola di Dio, il confronto su tematiche educative e il normale svolgersi della vita quotidiana saranno opportunità concrete dove coltivare relazioni buone. La vita familiare quotidiana è terreno fertile e luogo propizio per integrare fede e vita. Per valorizzare ulteriormente le reali risorse evangelizzatrici della famiglia sarà molto utile proporre un percorso, condiviso di fede in famiglia (preghiera, feste, gesti, attività, attenzioni, ecc.) che si intrecci con il percorso di catechesi dei ragazzi cioè dei tempi e degli spazi dedicati alla famiglia dove l’ascolto, il confronto, lo scambio e “il fare insieme” favoriscano la crescita umana e spirituale di ciascuno e di tutti.

Il contesto ecclesiale

L’itinerario di Iniziazione Cristiana avviene all’interno di una comunità cristiana concreta. Il suo percorso si interseca con un contesto ecclesiale più ampio rispetto al gruppo dei ragazzi. Il ragazzo si sentirà parte attiva e partecipe della comunità sia attraverso la conoscenza delle persone e delle diverse realtà che la compongono, sia attraverso la partecipazione a iniziative e momenti comunitari (festa patronale, festa dell’oratorio, oratorio feriale, oratorio domenicale ecc.).

L’intera comunità cristiana è chiamata così a sostenere i propri ragazzi nel cammino di introduzione alla fede. L’accompagnamento concreto e assiduo è affidato alla comunità educante, cioè alle persone che a vario titolo e in forte comunione tra loro se ne prendono cura in modo diretto. «La comunità educante vuol essere un’espressione specifica della Chiesa-comunione» (A. Scola, Nota pastorale La comunità educante, Centro Ambrosiano, Milano 2014, 20).

Essa è la fraternità in Cristo tra tutti gli educatori che hanno a che fare con il ragazzo; non è “una comunità a sé”, ma espressione della vita concreta della comunità cristiana.

Nel solco della grande tradizione della nostra Diocesi, va valorizzato al massimo il rapporto tra Iniziazione Cristiana e oratorio. In molti casi, l’oratorio è l’espressione della comunità che i ragazzi frequentano maggiormente e sentono più vicina. Il metodo dell’animazione, lo spazio di relazioni e l’esperienza di gruppo, la vivacità delle iniziative proposte, la presenza di educatori adulti e di animatori più giovani che si mettono al servizio dei più piccoli sono elementi preziosi nel percorso che i ragazzi stanno vivendo.

L’Azione Cattolica e tutte le altre Associazioni e Movimenti, che sono portatori di tradizioni educative preziose, inserendosi nell’alveo di questo cammino di Iniziazione Cristiana proposto dalla Chiesa diocesana, offriranno il loro prezioso contributo, e, così facendo, promuoveranno e manterranno viva la dimensione vocazionale del cammino stesso.

Il contesto liturgico

Inserendosi gradualmente nella comunità credente, il ragazzo incontra e conosce il dinamismo della Liturgia che anima tutta la vita della Chiesa. L’anno liturgico è l’itinerario fondamentale di formazione del popolo di Dio. L’unica memoria della Pasqua di Cristo si colora durante l’anno delle tinte dei singoli tempi liturgici. Il percorso di Iniziazione Cristiana vi si innesta, creando così una duplice dinamica: progressione lineare del cammino di catechesi e movimento ciclico dell’anno liturgico.

Grande rilevanza andrà poi riconosciuta alla domenica, Giorno del Signore, Pasqua settimanale, in cui il memoriale del sacrificio e del trionfo di Cristo si propone a tutti e a ciascuno come dono della sua vita divina. Soprattutto è giorno decisivo, perché al suo centro sta la celebrazione dell’Eucaristia, alla quale siamo chiamati a introdurre in modo adeguato i ragazzi insieme con i loro genitori. Il giorno del Signore sottolinea due aspetti costitutivi dell’esperienza cristiana: l’appartenenza a Dio, Trinità d’amore che ci accoglie nella sia stessa comunione, e l’appartenenza alla Chiesa, comunità dei salvati che diviene assemblea dei convocati dal Risorto.

Altri contesti

La vita concreta dei ragazzi fa parte dell’Iniziazione Cristiana. Per questo la proposta si pone in relazione con gli altri ambiti che essi attraversano nella loro esistenza, in particolare la scuola, le attività sportive e le attività culturali (musica, danza, ecc.).

Un ruolo significativo hanno al riguardo le scuole cattoliche o di ispirazione cristiana, le associazioni sportive presenti negli oratori e le istituzioni culturali nate in contesto ecclesiale. È auspicabile che figure adulte appartenenti a questi ambiti entrino a far parte delle comunità educanti.

Sarà infine molto importante propiziare un incontro fecondo tra il cammino di Iniziazione Cristiana e l’insegnamento della religione cattolica. I ragazzi, infatti, vivono queste due esperienze contemporaneamente ed è perciò strategico integrarle in modo armonico. I percorsi devono essere percepiti come differenti ma convergenti. La questione decisiva è quella del metodo: a differenza dell’approccio scolastico, quello catechetico è fortemente segnato dal contesto ecclesiale in cui si colloca e quindi dal rapporto con gli altri aspetti dell’esperienza di fede: la preghiera, la vita sacramentale, la comunione ecclesiale, il servizio ai poveri.

5. Mediazioni e linguaggi

Il passaggio da un’istruzione catechistica ad un itinerario di Iniziazione Cristiana esige – come detto – di progettare e sperimentare una proposta integrata, che abbraccia e illumina ogni aspetto della vita: intelligenza, corpo, sentimenti, volontà. Una proposta di questo tipo deve quindi utilizzare diversi linguaggi e diverse esperienze per coinvolgere tutta la persona e tutte le persone. La pratica ci insegna che un ragazzo si sente maggiormente coinvolto attraverso alcune esperienze o linguaggi e meno attraverso altri. Inoltre, sappiamo che la maturità di una persona si costruisce creando armonia tra i diversi aspetti della vita e i suoi linguaggi. Per aiutare i ragazzi a vivere una vera e propria introduzione nella vita cristiana non è sufficiente trasmettere dei contenuti, è indispensabile entrare progressivamente in un vissuto, cioè in uno spazio ricco di esperienze tra loro complementari. Possiamo così elencarle: lettura e ascolto della Parola, dialogo e confronto, riflessione e approfondimento, racconto del proprio vissuto, momenti di preghiera comunitaria, celebrazioni insieme, gioco, canto, incontro con persone della comunità e testimoni, partecipazione ad iniziative parrocchiali, accostamento o visita ad opere d’arte o a luoghi importanti della comunità cristiana, iniziative di carità e di servizio, attività manuale e creativa, ecc.

Un cammino integrato inoltre è costituito da Tempi diversificati che andranno programmati e dosati con sapienza e con creatività per costruire un percorso organico. Ne potremmo indicare alcuni particolarmente significativi: incontro di catechesi, domeniche insieme, pomeriggi educativi, giornate di ritiro, attività parrocchiali, uscite e visite, ecc.

6. Una proposta che avvia un processo

La proposta di Iniziazione Cristiana che presentiamo vuole innanzitutto avviare processi che permettono di operare a lunga scadenza, senza l’ossessione dei risultati immediati (FRANCESCO, Evangelii Gaudium, Roma 2010, 222-223). Questa proposta è un processo da vivere: l’intento non è quello di dare indicazioni esaustive e rigide da seguire alla lettera, ma di condurre per mano, di promuovere cammini di evangelizzazione, di avviare un lavoro a lunga scadenza che genera una nuova mentalità e cerca di rendere sempre più efficace il modo di trasmettere la fede.

Il criterio della flessibilità è quindi decisivo.
La proposta non va intesa in modo rigido: per la sua concreta attuazione sul campo, essa chiede di essere accostata con duttilità, ponendo in rapporto quanto si suggerisce con la specifica situazione locale. Concretamente, si dovrà tenere conto delle risorse a disposizione, delle tradizioni del luogo e del numero dei ragazzi in cammino. Da ciò deriva anche che il lavoro di équipe andrà considerato di fondamentale importanza sia per l’elaborazione concreta del percorso di ogni anno, sia per l’attuazione e la verifica di ogni tappa.

Nella programmazione e nell’attuazione della proposta un ruolo particolare spetta – come abbiamo detto – alla comunità educante. Per costituirla occorrerà partire con realismo dalle forze che ogni comunità è in grado di mettere in campo e progressivamente allargare il numero delle persone che si dedicano all’Iniziazione Cristiana dei ragazzi, puntando sulla reciproca collaborazione tra le diverse figure educative e chiedendo loro forme di stabilità e di durata nell’impegno assunto, che favoriscano relazioni intense e convergenze efficaci.

Il nostro approccio intende quindi prendere sul serio le persone e valorizzarle. Esso punta inoltre ad una prassi pastorale che crede nell’accompagnamento:
la conoscenza non superficiale delle persone, sia dei ragazzi che dei genitori, permetterà di capire che cosa è giusto chiedere a ciascuno in riferimento al suo cammino personale. L’attenzione al cammino dei singoli, insieme con la logica che scandisce l’itinerario per tappe e soglie graduali, esprime quella che possiamo chiamare l’ispirazione catecumenale di questo percorso di Iniziazione Cristiana.

7. Una proposta per tutti i ragazzi

Segnaliamo alcune attenzioni particolari perché il percorso sia inclusivo per tutte le persone coinvolte e per le diverse realtà educative.

Ragazzi non battezzati. La loro presenza merita grande considerazione, per la singolarità della loro posizione. Essi sono inseriti nel percorso che viene avviato con i ragazzi già battezzati in età scolare (a partire dai sette anni d’età). Le celebrazioni che li riguardano avvengono in concomitanza con quelle vissute dai coetanei battezzati:

Ragazzi non battezzati

Ragazzi battezzati

Rito di ammissione Consegna dei Vangeli
Rito di elezione Memoria del Battesimo
Riti penitenziali preparatori del Battesimo Prima Riconciliazione
Celebrazione unitaria di Battesimo e Prima Comunione Celebrazione della Prima Comunione
Prima Riconciliazione Riconciliazione
Celebrazione della Confermazione Celebrazione della Confermazione

Ragazzi disabili. La cura per i ragazzi disabili e per le loro famiglie è fondamentale. Si deve favorire e attuare la loro piena inclusione nel cammino di Iniziazione Cristiana. La comunità educante, in stretto rapporto e collaborazione con i genitori, assume questo compito con grande premura, attivando tutte le risorse disponibili.

Cattolici immigrati. Un’attenzione particolare è rivolta anche ai ragazzi figli di genitori cattolici giunti nel nostro paese come migranti. La proposta di Iniziazione Cristiana si rivolge a loro nel rispetto delle loro culture di provenienza, promuovendo la convivialità delle culture.

8. Strumenti a disposizione: sussidio. guida e spazio web

Gli strumenti a disposizione per sviluppare la proposta sono:

Il sussidio CON Te/ È uno strumento del percorso. Non è l’unico ma certamente quello privilegiato perché da utilizzare con i ragazzi. Il sussidio non esaurisce la proposta, che è molto più ampia, ma permette di avere un supporto utile per sostenere le diverse esperienze vissute con i ragazzi. Il formato scelto, la ricchezza delle immagini, la possibilità di raccogliere pensieri, preghiere e ricordi, rendono questo testo più simile a un libro personale che a un sussidio attivo. I ragazzi potranno conservarlo per fare memoria del cammino compiuto.

La guida CON Te/ È la mappa del percorso, e coincide con il presente testo. Sobria ed essenziale nella sua impostazione, è pensata per i catechisti e i responsabili dell’Iniziazione Cristiana ed eventualmente quei genitori che volessero approfondire il progetto educativo complessivo della proposta. Essa infatti illustra il quadro generale, indica i raccordi tra le diverse tappe e presenta alcune linee concrete di svolgimento attraverso le quali si integrano le quattro dimensioni della catechesi. I catechisti possono così comprendere il filo rosso del percorso e avere uno sguardo sintetico (“dall’alto”), sull’intero itinerario. A partire da questa mappa si può facilmente accedere anche allo spazio web.

Lo spazio web. È la miniera a cui attingere. Qui è raccolto “on line” tutto il materiale necessario per programmare, vivere e approfondire il percorso proposto. In concreto si possono trovare:

– le indicazioni dei passi concreti per progettare e attuare ogni singola tappa e tutto il materiale di supporto (narrazioni, audio-racconti, file multimediali, immagini ecc.);

– il materiale di approfondimento che permette di sviluppare una maggiore conoscenza in ordine al vissuto dei ragazzi, alla lettura della Parola di Dio e ai contenuti catechetici e teologici.

I commenti sono chiusi