Trinità: DIO d’amore di Don Tiziano Vimercati – Parroco

Penso che ogni cristiano provi qualche difficoltà quando si parla di Trinità.
E’ già difficile parlare di Dio, se poi affermiamo che “Trinità” è il nome e la realtà di Dio, la questione si complica ancora di più. Si ha la tentazione di lasciar perdere, tanto non arriveremo mai a nessuna conclusione.
E’ un mistero, anche se affascinante, troppo grande per noi.
Preferiamo qualcosa di più semplice, lasciamo volentieri le sottigliezze dottrinali ai teologi di professione.
Che sia un mistero infinitamente più grande di noi, questo è vero.
Che non si può racchiudere l’infinito dentro le nostre capacità di comprensione, anche questo è vero.
L’uomo davanti a Dio non può che provare stupore, meraviglia, paura, inadeguatezza, indegnità, ma soprattutto si accorge di poter vedere poco il volto di Dio, di intuirne solo qualche tratto. “Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto”, così ci rivolgiamo a Dio con il salmo 27.
Nella prima lettura di oggi, dal libro dell’Esodo, quando Mosè si rese conto che la voce  proveniente dal roveto ardente è quella di Dio, “si copri il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio”.  Mosè si rendeva conto di non poter “guardare Dio” e di non poter capirne pienamente la realtà.
Ma non per questo si tira indietro, anzi si lascia interpellare, instaura un rapporto con quel Dio che lo stava cercando, anche se molto spesso avrebbe dubitato, e la conoscenza di Dio sarebbe stata sempre una continua conquista.
Certo, si può rinunciare alla fatica della ricerca, lasciar perdere, questo è possibile.
In molti l’hanno fatto: dopo averlo cercato invano, hanno  smesso affermando che tanto è inutile, e se ne può fare tranquillamente a meno.
E’ inutile cercare Dio ma è inutile anche Dio.
Così si espresse lo scrittore Giuseppe Prezzolini: “Dio non mi risponde, e farò senza Dio”. Scrisse anche un libro dal titolo “Dio è un rischio”. Per tanti altri scrittori Dio è un tormento, un nemico di cui è meglio sbarazzarsi al più presto. In realtà, alle volte conviene fare a meno di Dio.
Padre Davide Maria Turoldo, sacerdote e poeta, scrisse:  Sì, bisogna distruggerti, Dio, per crederti quale sei.
Bisogna distruggere quel dio che ci costruiamo con le nostre idee, quel dio umano proiezione delle nostre paure e dei nostri desideri, il dio fabbricato dall’uomo, il dio tappabuchi, come l’ha definito Dietrich Bonhoeffer.
Quel dio che giustamente molti rifiutano.
Il cristiano, però, Dio lo deve cercare, non ne può fare a meno: lo possiamo trovare solo nella parola che Lui stesso ci dona, in Gesù che ci svela il volto del Padre, nella contemplazione del mistero della Trinità, che ci svela un Dio che è comunione d’amore.
Senza mai pretendere di possederlo o di parlare in suo nome.

 

 

 

 

EDITH_STEIN_UFFICIALE_1_m

O Gesù, che nella tua infinita bontà
hai avuto compassione dell’uomo e non hai voluto che rimanesse
schiavo della sua debolezza,
infondi ancora il tuo Spirito
su ciascuno di noi e sulle nostre comunità,
perché possiamo sperimentare la gioia di sentirci nuove creature.
Fa’ che, toccando le tue ferite,
possiamo avere compassione dei nostri fratelli e sorelle.
Donaci sempre il tuo Santo Spirito
perché non rimaniamo mai confusi negli affanni e negli intrighi del mondo,
ma sappiamo rispondere al male con il bene.
Manda il tuo spirito Signore e rinnova il cuore di ogni uomo.

COMUNITA’ PASTORALE S. TERESA BENEDETTA della CROCE
Parrocchie:
Cuore Immacolato di Maria – Madonna di Lourdes
S. Maria Assunta – Sacro Cuore di Gesù
S Giuseppe Artigiano – SS. Pietro e Paolo
LISSONE

Commenti chiusi