Figli per sempre di Don Tiziano Vimercati – Parroco

 

Ho parlato spesso del mistero della morte in questi giorni. Non solo perché abbiamo celebrato, la scorsa settimana, la Commemorazione dei defunti ma anche, purtroppo, per i numerosi funerali celebrati in questi primi dieci giorni del mese di novembre. La liturgia giustamente ci chiede di vivere il momento del lutto, del dolore intenso per la morte di una persona cara, nella luce della Pasqua, della vita eterna che inizia per chi muore. Parole di speranza, sempre. Ma quanto difficili sono.

Parlare della morte oggi è sempre più difficile. Si preferisce rimuoverla, nasconderla il più possibile, anche se secondo me è una fatica inutile. La morte si presenta sempre, attesa o no, preparata o no, serena o violenta, arriva sempre la morte. Eppure si preferisce il silenzio. Anche nella predicazione. Forse abbiamo paura, noi preti, di parlare delle realtà ultime, abbiamo paura di dare un’immagine negativa del vangelo: ciò che conta è ciò che ci attende, il futuro più che il presente, magari sottolineando troppo la vanità delle cose terrene (che comunque hanno un valore e sono dono di Dio, e semmai vanno usate bene).

Mi è capitato più volte, mentre predicavo ai funerali, di chiedermi se io credessi veramente a quanto stavo dicendo, e mi chiedevo anche a cosa stessero pensando e a come accoglievano le mie parole le persone presenti, soprattutto i parenti stretti dei defunti. Naturalmente non lo posso sapere; e mi è difficile anche dire quanto sia salda la mia fede nella vita eterna. Che non sia facile credere lo deve aver pensato anche S. Paolo quando, nella prima lettera ai corinzi (15, 14), scrive: se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. 

E’ chiaro che questa è la questione centrale della fede cristiana: se ci illudiamo a proposito della morte, e quindi, a pensarci bene, anche della vita, allora sì che siamo perduti.

Non trovo altra risposta che porre la fiducia in Gesù, sulla sua Parola, sulla sua vita, morte e risurrezione. Non improvviso la fiducia in Gesù risorto se prima non ho imparato a conoscerlo, amarlo, seguirlo, mettendomi con fiducia nelle sue mani, se prima non sperimento una pienezza di vita vissuta nella sua Parola. Non si tratta davvero di aderire alla “verità” della risurrezione, di ritenere, solo con la nostra intelligenza, plausibile e credibile la risurrezione (cosa credo impossibile da realizzare).

Occorre accettare l’amicizia di Gesù, diventare suoi discepoli, entrare nel dono della comunione di vita che ci offre e lasciarci illuminare dal dono dello Spirito Santo: così, con Cristo, capiremo che possiamo condividere non solo la vita, non solo la morte, ma anche la bellezza della risurrezione. Sempre San Paolo, nella prima lettera ai Corinzi che leggiamo oggi nella liturgia (15,22), ci ricorda: Fratelli, come in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.

E’ lo stesso Paolo che, dopo essersi fatto qualche domanda sulla verità della risurrezione, professa la propria fede in Gesù fonte di vita per tutti: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Il funerale del cristiano è segnato dalla speranza, anche se lo viviamo con dolore, con le lacrime agli occhi, smarriti di fronte a disgrazie che ci sconvolgono. La speranza, che è certezza nella fede, ci ricorda che chi muore inizia una vita nuova, ricevuta dall’amore immenso di Gesù, che la sua vita l’ha data interamente per gli uomini.

E che si inizi a vivere ce lo ricordano, oltre alle preghiere e alle letture della messa dei funerali, anche due segni che non mancano mai: l’aspersione con l’acqua e il cero pasquale acceso. L’acqua del battesimo che ci ha resi figli di Dio e il cero pasquale che ci ricorda che Cristo Signore è risorto. Ecco perché il funerale del cristiano è segnato dalla speranza: non è un rito di semplice commiato, un po’ triste e malinconico, bensì un affidare alle braccia del Padre un suo figlio, diventato tale con il battesimo, e che non può che essere figlio per sempre, risorgendo con Cristo.

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  COMUNITA’ PASTORALE S. TERESA BENEDETTA della CROCE
Parrocchie:
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S. Maria Assunta – Sacro Cuore di Gesù
S Giuseppe Artigiano – SS. Pietro e Paolo
LISSONE

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