Accoglienza e Annuncio del Vangelo di Don Tiziano Vimercati – Parroco

 

Nato il Signore Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme…

Non sappiamo molto di loro, anche se la tradizione ci fa conoscere i loro nomi e ci dice che erano tre e addirittura re. In realtà non è necessario sapere di preciso chi erano i Magi. Li troviamo nel vangelo, come figure di una certa importanza, in una pagina tra le più ricche e dense di raffinata teologia, una pagina piena di speranza e di fiducia per quanto c’è di bello e valido nel mondo.

I Magi andrebbero riscoperti nella loro sorprendente attualità e capacità di dire qualcosa all’uomo moderno che, nonostante tutto, sente la nostalgia di Dio.

I Magi rappresentano l’umanità di tutti i tempi che sa mettersi in ricerca con cuore sincero e disponibile, affrontando disagi, fatiche e rischiando anche la vita. Un’umanità mai sazia di ciò che già conosce e sa che c’è sempre un oltre che deve essere scoperto, un orizzonte nuovo che può anche cambiare la prospettiva. I Magi rappresentano l’uomo che, inginocchiandosi davanti a Gesù, vede saziata la sete di Dio. Incarnano l’attesa universale del Messia. Ci dicono che tutti gli uomini, di ogni tempo e di ogni nazione, possono mettersi in cammino e incontrarlo. Sono il simbolo dell’umanità intera che, caduta ogni barriera e muro di separazione, si ritrova unita in Cristo. I Magi ci spingono in continuazione a uscire dai nostri schemi e dalle chiusure di ogni tipo, per formare comunità aperte e accoglienti, e che sanno riprendere sempre il cammino per arrivare a inginocchiarsi e adorare Gesù.

In questo momento storico di incontro con le genti di tutte le parti del mondo, il mistero dell’Epifania può essere un forte stimolo per i cristiani ad una più grande e gioiosa apertura verso tutti, sia con l’accoglienza ma anche con la capacità di annunciare il Vangelo.

Con l’accoglienza: parola inflazionata, spesso mal compresa. Gesù, dalla sua culla, accoglie tutti: i pastori, i poveri, gli ultimi, gli stranieri che arrivano da lontano. Tutti sono i benvenuti, tutti possono ritrovarsi ai piedi di Gesù, e in qualche modo questo ritrovarsi li rende fratelli. Gesù abbatte ogni muro, demolisce ogni separazione, in Lui non ci sono più giudei e greci, vicini e lontani, privilegiati e reietti, ma tutti figli dello stesso Padre, fratelli tra di noi.

Tutti facciamo parte della stessa umanità, dove nessuno è più importante di un altro, dove non ci può essere la razza eletta, o un popolo che può vantare più diritti di un altro, o chi sfrutta gran parte delle risorse della terra, lasciando ad altri le briciole.

Casomai, oggi Gesù ci direbbe di prenderci cura l’uno dell’altro, direbbe a chi sta bene che non può chiudere gli occhi per non vedere chi sta male, non sarebbe troppo d’accordo con le chiusure e la disumanità con cui trattiamo i poveri in cerca di aiuto e di un futuro migliore. Questa cattiveria non risparmia neanche i cristiani, perché troppi sembrano animati da odio, e basta pronunciare la parola migranti per farli andare in bestia. Credo di aver imparato altro dal vangelo, credo proprio che Gesù abbia insegnato a non odiare nessuno, ma amare tutti, addirittura offrire la vita per il bene di ogni fratello. Possiamo non essere d’accordo, certo: però in questo caso facciamo un serio esame di coscienza.

Con la capacità di annunciare il vangelo: alle genti che arrivano da tutto il mondo abbiamo il compito di annunciare il vangelo. Non certo con le parole o con fastidiose opere di proselitismo, bensì attraverso la testimonianza   di una vita vissuta secondo il vangelo.

Non diamo nessuna testimonianza se siamo incapaci di accogliere, se nutriamo sentimenti ostili, se l’immagine di comunità che offriamo loro è solo uno spaccato della società civile con gli stessi egoismo e la stessa chiusura e cattiveria, senza alcuna profezia evangelica. 

 

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Questo tempo chiede di vivere da protagonisti,
la vita è bella se la viviamo fino in fondo,
non lasciamo che siano altri a decidere per noi.
  (Papa Francesco )

COMUNITA’ PASTORALE S. TERESA BENEDETTA della CROCE
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LISSONE

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