Ero cieco e ora ci vedo di Don Tiziano Vimercati – Parroco




Qualche anno fa ho già ricordato una frase di un dramma di Paul Claudel, perché mi colpì fin dalla prima volta che la lessi, e mi torna in mente ogni volta che la liturgia ci propone il vangelo del cieco nato.

Ma voi che ci vedete, che cosa ne avete fatto della luce?, chiede la protagonista del dramma, Violaine, una giovane ebrea, cieca, a un suo amico cristiano. E’ una frase che ci ricorda il fango che Gesù spalma sui nostri occhi permettendoci di vedere la bellezza del suo volto, la luce che ci illumina il cammino. Il cieco nato, nella sua apparente ingenuità, ai farisei che lo incalzano sulla presunta guarigione, risponde: Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi… una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo. A lui importa ciò che gli è capitato, quell’incontro con l’uomo che gli ha cambiato la vita: da quel momento avrebbe fatto buon uso della vista, tutto nella sua vita sarebbe stato un riflesso della bellezza di Gesù.

Quando qualcuno dice: quello va in chiesa ma è peggio degli altri, quello si professa cristiano ma è come tutti, è come se ci dicesse che cosa ne avete fatto della luce?


Beppe Severgnini, il direttore di 7, l’inserto del Corriere, ha scritto a proposito del rifiuto che molti manifestano contro gli stranieri e del dovere invece di aprire le braccia al prossimo: non è buonismo, non è romanticismo, non è solo carità cristiana (che molti cristiani hanno dimenticato: passata di moda?).

Appunto: cosa ne abbiamo fatto della luce? Forse la luce ci abbaglia, ci mette di fronte alla verità del nostro essere cristiani, ammesso che ci teniamo esserlo. Meglio non vedere, guardare dall’altra parte.

41 migranti avvistati in mare, di cui però si sono perse le tracce: nessuno li cerca, non esistono più, scomparsi, non li vediamo in nessun modo, neanche come un numero di naufragati, l’opinione pubblica può stare tranquilla; non certo chi ne piange la morte, e neanche chi ha conservato un briciolo di umanità. La Guardia costiera della Libia ha intercettato migranti su di un barcone e riportati nei lager libici: ora sappiamo cosa avviene in quelle prigioni eppure ci sta bene, anzi addirittura si afferma da parte del nostro governo che la Libia è un Porto sicuro, anche se l’ONU e la Commissione Europea smentiscono, talmente sicuro che le navi con bandiera europea non possono sbarcare i migranti nei porti libici.

E noi cristiani dove siamo? La luce, che è il nostro tesoro, l’abbiamo messa sotto il moggio? E i cristiani in politica che fanno? Conta di più l’appartenenza a un partito che non la dignità e la vita di ogni uomo?

Sono pirati i migranti che hanno impedito a un mercantile turco, che pure li aveva soccorsi, di riportarli in Libia, o hanno agito per necessità, per paura, per l’orrore di dover tornare nei lager; non hanno cercato in ogni modo di salvarsi? Pirati: più attenzione nell’usare le parole, più rispetto delle

A. Tommasi – Gli emigranti

persone, soprattutto dei poveri.  “E’ finita la pacchia”, affermano alcuni politici parlando dei migranti cui è impedito lo sbarco, stravolgendo pure il significato della parola pacchia. Papa Francesco, intervistato da un giornalista spagnolo, a proposito di una nave ormai ferma da tre mesi nel porto di Barcellona per impedire i soccorsi, così si è espresso: Tenere ferma una nave è una ingiustizia. Perché lo fanno? Per farli annegare? Papa Francesco ci aiuta a vedere, a non voltarci dall’altra parte, a non oscurare la luce.  

A Catania una baby sitter americana è stata violentata da tre giovani italiani. Sembra sia riuscita a telefonare e a chiedere aiuto a un amico: non posso aiutarti, non ho l’auto, è la tremenda risposta che riceve. E “l’amico” neanche telefona ai carabinieri. Qui non si tratta di essere o meno cristiani; qui basta essere uomini e lasciarsi guidare da quella luce che dovrebbe scaturire dal cuore di ciascuno di noi.
Eppure, come scrivevo la scorsa settimana, possiamo ancora sperare: in tantissimi sanno vedere, ma di loro nessuno parla.

Giovani e adulti che donano il tempo per il prossimo e li trovi negli ospedali, nelle case di riposo, tra i disabili, in qualche paese del terzo mondo. I bambini delle scuole che si accettano senza fare distinzioni, che non si sognano neanche di escludere qualcuno per motivi di razza, che fanno amicizia con tutti e che in una scuola hanno saputo mobilitarsi quando le inique leggi da poco approvate avrebbero allontanato alcuni loro compagni stranieri. Forse è proprio vero che dovremmo imparare dai bambini, e anche dai ragazzi che hanno saputo evitare una strage sul pullman.

L’ho ha insegnato anche Gesù: se non diventerete come bambini…                       

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Mentre scende la sera
e un velo di mestizia avvolge i cuori,
Gesù, misterioso Pellegrino,
accompàgnati a tutti i viandanti che,
sulle strade del mondo,
vanno senza meta e senza Parola
dissipa le tristezze,
sciogli i dubbi angosciosi
che ci opprimono la mente;
entra nelle case, e resta a cena con noi…

Possano i nostri occhi riconoscerti
nel gesto dello spezzare il pane,
e il nostro cuore gioisca
al fulgore della tua luce di Risorto.
Amen.

(Madre Anna Maria Cànopi)

COMUNITA´ PASTORALE
S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE
Parrocchie:
Cuore Immacolato di Maria – Madonna di Lourdes
S. Maria Assunta – Sacro Cuore di Gesù
SS. Pietro e Paolo – S. Giuseppe Artigiano
LISSONE

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