SABATO SANTO

Se nel Giovedì Santo predomina la solennità dell’istituzione dell’Eucaristia e nel Venerdì Santo la mestizia, il dolore e la penitenza per la Passione e morte di Gesù, con la sua sepoltura; nel Sabato Santo invece predomina il silenzio, il raccoglimento, la meditazione, per Gesù che giace nel sepolcro prima della gioia della Domenica di Pasqua con l’annuncio della Risurrezione.

Abbiamo visto in questi giorni come sono stati ricolmi della benedizione del Signore…Quante prediche belle, toccanti… Perché in fondo il mistero più profondo dell’uomo è la morte, quel salto nel “buio” che solo la fede con la sua luce può illuminare. Tra le tante cose ascoltate, ne riporto qualcuna che mi ha segnato più profondamente.
E’ vero, spesso e volentieri non si accetta la sofferenza, non si vuole pensare alla morte. E’ da stolti! Infatti, come possiamo cancellare un avvenimento così certo nella nostra vita come lo è la morte?

Ci siamo un po’ abituati a vedere la Croce, il sacerdote diceva che è diventata persino una moda fra i giovani: croci belle, dorate, di ogni forma e colore ma… una croce senza Gesù, non ha senso.

Da questa constatazione scaturiscono tante riflessioni importanti. Luca ci fa notare che accanto a Gesù furono crocifissi due ladroni che vissero differentemente la sofferenza della Croce.
Uno morì tra i più atroci dolori maledicendo Dio, unendosi ai carnefici, l’altro morì riconoscendo i suoi delitti e quindi accettando il supplizio come espiazione e riparazione delle sue malefatte, inoltre riconobbe Gesù come Salvatore e Re del Suo Regno. Ciò gli garantì il Paradiso. La croce è la stessa, le sofferenze sono le medesime, è il modo con cui si vive il dolore che cambia.

Poi venne la notte del sepolcro. Tutti tornarono a casa, un po’ tristi, un po’ smarriti. Chi mai avrebbe potuto rimuovere la pietra del sepolcro? E chi avrebbe potuto far ritornare indietro il tempo per ridonare la vita a Colui che era veramente morto?

Ma la notte vide ciò che uomo non vide.

La notte era stata alleata di peccato. Le tenebre erano servite per favorire la cospirazione contro il sangue innocente. Il buio aveva persuaso il Principe degli Apostoli a rinnegare. Chi mai avrebbe potuto sapere e conoscere e parlare? E chi avrebbe potuto condannare il vile che si nascondeva e il bugiardo che si rifiutava di adorare?

E  venne la notte del sepolcro.

Fatto sta che le donne quando videro Cristo Risorto, non stavano più nella pelle; corsero quanto più potevano per annunciare che Gesù era vivo senza curarsi di ciò che avrebbero pensato. Ed infatti le presero quasi per matte. Pietro e Giovanni corsero al sepolcro per accertarsi che non stessero vaneggiando. Dopo un lutto si pensa spesso che forse non è vero ciò che è accaduto, ma quando ormai il corpo è affidato alla terra, la speranza si spezza… Ecco perché Gesù ha aspettato ad essere deposto dalla croce e sepolto. Altrimenti l’avrebbero presa per morte apparente. Che gioia sapere che quella persona vive ancora! Ci crediamo sì o no? Spesso anche la Resurrezione di Cristo è diventata una bellissima filosofia.

La Resurrezione è un fatto concreto che avverrà anche al nostro corpo.
E finalmente Pasqua!

Dalla Comunità Pastorale auguriamo a tutti una vera SANTA PASQUA di fede e gioia autentiche!

APPUNTAMENTO
Sabato 20/04/2019 – Ore 20,45 – VEGLIA PASQUALE in tutte le chiese Parrocchiali della Comunità

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