Il sabato è per l’uomo, non l’uomo per il sabato di Don Tiziano Vimercati – Parroco.

Don Tiziano Vimercati – Parroco

La lettera scritta da una lettrice al direttore del quotidiano “Avvenire” mi ha fatto riflettere. Si riferiva a un piccolo fatto di cronaca, sicuramente da molti di noi conosciuto. Napoli: una signora al nono mese di gravidanza, avvertiti i sintomi del parto imminente, sale sul primo bus diretto all’ospedale, senza però avere il biglietto.

Il controllore, particolarmente zelante e diligente, dopo averla multata (71 euro) la invitava a scendere dal bus (per la cronaca: la donna è riuscita a raggiungere l’ospedale e ha partorito una bella bambina).

Le parole della lettrice: Nella Napoli che conosco sul bus ci sarebbe stata una rivolta di tutti i passeggeri in favore della gestante e l’autista avrebbe cambiato percorso e accompagnato Federica in ospedale tra gli applausi. La mia Napoli, è vero, ha tanti difetti e tante cose che non vanno, però ha un cuore grande, grande davvero, pertanto non avrebbe mai permesso una bruttura del genere! Un autista che cambia percorso; passeggeri in rivolta e poi plaudenti perché la gestante è arrivata in ospedale: un uomo che va oltre le regole, che non si nasconde dietro norme e tabelle di viaggio perché c’è uno stato di necessità, una donna ha bisogno di aiuto e in quel momento la dignità umana viene prima di tutto; anche i passeggeri  si fanno carico della situazione, non si chiudono in se stessi anche se, sicuramente, qualcuno avrà avuto qualche impegno urgente per il lavoro, un altro magari aveva un appuntamento con la fidanzata, un altro ancora stava andando in stazione per prendere il treno… in quel momento la dignità umana viene prima di tutto. Voglio credere che sia così, che Napoli abbia il cuore grande. Voglio credere che siamo in un momento di smarrimento, dove non riusciamo più ad apprezzare quei valori e comportamenti che fanno di noi semplicemente degli uomini; un momento dove preferiamo ascoltare chi ci invita a mettere se stessi al primo posto, poi gli amici, poi il proprio paese… in realtà sempre se stessi, in un egoismo sempre più marcato. Voglio credere che molti atteggiamenti di egoismo siano il risultato di tanta superficialità, di un mancato approfondito pensiero personale, della inconsapevolezza che i nostri egoismi generano sofferenza, per lo più in modo gratuito e inutile, in chi già è debole e sofferente.

Quel controllore, in fondo, che cosa ha fatto di male, ha semplicemente applicato delle norme, l’uomo integerrimo ligio alla legge ha fatto il suo dovere. Eppure ci sembra di intuire che ci sia qualcosa che stona, che ci potevano comunque essere altri comportamenti più corretti, misericordiosi, umani.

O quel controllore non aveva cuore, o, semplicemente, è stato superficiale, non si è reso conto del significato e delle conseguenze del suo comportamento, non ha pensato con la propria testa anche se probabilmente non è un uomo cattivo. Forse ha provato pure imbarazzo e disagio a sostenere la parte del controllore inflessibile, però l’ha fatto. Non si è caricato sulle spalle chi in quel momento aveva bisogno di aiuto, non è stato un buon samaritano. Uomini che hanno fatto del male in nome della legge la storia ne ha conosciuti tanti. Uomini che hanno cambiato le leggi per poter compiere legalmente il male ne conosciamo anche oggi.

Non abbiamo insegnato a sufficienza che la legge umana non può essere l’assoluto; che la legge, anche quando è buona, può essere applicata in modo perverso se non se ne rispetta lo spirito; non abbiamo insegnato a

sufficienza che a una legge, quando è palesemente sbagliata e va contro la coscienza, non “si può” ma “si deve” disubbidire. Naturalmente, pronti a subirne le conseguenze. Le leggi sono fatte per il bene degli uomini, per favorirne il progresso, la convivenza, sono al nostro servizio: ma anche la migliore legge non può prevedere le infinite situazioni in cui ci possiamo trovare. Occorre davvero intendere la legge al servizio dell’uomo, il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato (vangelo di Marco), applicarla con umanità, con intelligenza, con la sapienza di chi sa, guardando in faccia l’uomo, nel rispetto della giustizia, applicarla con misericordia.

Una legge di cui si perde lo spirito può fare tanto male. Una legge applicata senza cuore può fare tanto male.
Anche Gesù, diciamo in tempi non sospetti, definì ipocriti coloro che in nome della legge, questa volta di Dio, o preferendo le proprie tradizioni ai comandamenti di Dio, non ottemperavano ai doveri di amore verso il prossimo: Annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte. (vangelo di Marco).
Ma guai a voi, Farisei, che siete scrupolosi nel dare la decima, anche della più piccola parte delle vostre entrate, ma trascurate completamente la giustizia e l’amore di Dio! (vangelo di Luca).

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COMUNITA´ PASTORALE
S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE
Parrocchie:
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S. Maria Assunta – Sacro Cuore di Gesù
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LISSONE

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