In 300.000 in piazza S. Pietro: cambierà la scuola italiana? La testimonianza – Photogallery

 

Sabato pomeriggio, 10 maggio 2014, in piazza San Pietro io c’ero, con mia moglie e mio figlio Stefano che quest’anno frequenta il primo anno di scuola superiore.

La scuola salesiana di Sesto san Giovanni ha organizzato un pullman per partecipare a questo grande incontro e noi abbiamo aderito.
E’ stata una sfacchinata, partenza alle ore 5 di sabato e ritorno alle 5 del giorno dopo, e tieni conto che alle 10,30 di Domenica 11 maggio eravamo puntuali in parrocchia Madonna di Lourdes  per la prima Comunione di mia figlia Aurora.
E’ stata una esperienza molto bella e intensa, soprattutto per le parole del PAPA, che mi sembrano approfondire una linea di giudizio importante e spesso dimenticata o fraintesa.
Mi aspettavo piazza san Pietro piena ma non così tanto, anche via della Conciliazione era impraticabile, sinceramente per molti di noi è stata una sorpresa!!!!
E’ stato faticoso ma alla fine siamo riusciti ad entrare all’interno del colonnato poco prima che fosse chiuso l’accesso. Cosa mi ha lasciato questo incontro, della prima parte devo dire che mi ha emozionato la testimonianza della preside calabrese di Vibo Valentia che ogni giorno affronta 4 ore di viaggio per recarsi alla sua scuola di San Luca in Aspromonte e ha lottato e lotta ogni giorno per dare dignità a questa scuola e per cercare di combattere la ‘Ndrangheta con la bellezza della cultura.
Poi è giunto PAPA FRANCESCO;  l’entusiasmo è salito alle stelle, è passato in tutta la piazza fino al termine di via Conciliazione.
Del discorso del Papa sottolineerei due frasi che ha fatto ripetere a tutta la piazza.
La prima è un detto africano che recita: Per formare un uomo ci vuole un villaggio!”, questo per sottolineare che, un  ragazzo, per crescere e diventare uomo deve avere l’apporto di tutte le persone che costituiscono la società in cui vive: famiglia, scuola, religione, politica,…… un intero villaggio insomma.
La seconda l’ha ripresa da un intervento precedente del “nostro” grande campione olimpico Jury Chechi: “E’ meglio una sconfitta pulita che una vittoria sporca.”
Nella vita ci si trova davanti a mille difficoltà, come può essere difficile alcune volte lo studio,  ma l’onestà premia sempre, le “scorciatoie” ci tolgono la felicità. La scuola deve insegnare ad amare la vita e i valori che permettono di viverla a pieno.
Sono parole chiarissime, che non sembrano uscite dalla bocca del “ PAPA dei media”, alla Scalfari, per intenderci, ma del PAPA reale, quello che dice sempre di essere figlio fedele della Chiesa e del Catechismo.
Allora ora noi ci chiediamo: sapremo noi cattolici presenti nella scuola italiana, quella scuola che sta diventando un campo di battaglia per costruire una antropologia disumana, del gender e della trasgressione, che usa dei giovani come cavie per un progetto che disgrega identità, natura e famiglia… sapremo noi essere una presenza di novità e di speranza?
Agli inizi del cristianesimo, in 12 (dodici) hanno cambiato il mondo.
I 300.000 (trecentomila) giovani, insegnanti e noi genitori presenti a Roma saremo capaci di cambiare il mondo della scuola italiana?
Questa voleva essere una mia piccola testimonianza diretta.
Fabio

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 L’anima deve considerare l’aridità
e il buio come fausti presagi,
come segni che Iddio le sta a fianco,
liberandola da se stessa,
strappandole di mano l’iniziativa.

COMUNITA´ PASTORALE S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE

Parrocchie:

Cuore Immacolato di Maria – Madonna di Lourdes 
S. Maria Assunta – Sacro Cuore di Gesù

SS. Pietro e Paolo – S. Giuseppe Artigiano

LISSONE

 

 

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