La VOCE del PREVOSTO – La Comunità educante: accompagna il cammino di fede

Don Tiziano Vimercati – Prevosto della Comunità

Abbiamo già accennato, come proposta del nostro vescovo per il nuovo anno, alla “Nota sulla proposta pastorale del triennio 2011-2014”, dal titolo “La Comunità Educante”.
Riprendo il discorso ricordando la definizione che il vescovo dà dell’Iniziazione cristiana: E’ l’introduzione e l’accompagnamento di ogni persona all’incontro personale con Cristo nella comunità cristiana, ovvero lo sviluppo del dono della salvezza accolto da ciascuno nella fede della chiesa.

 

 

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C’è un’esperienza di incontro con Cristo, che non può essere semplicemente  privata e intimistica, ma che deve avvenire dentro a una comunità cristiana.
Vuol dire che è tutta la comunità cristiana che si deve sentire coinvolta nel compito di trasmissione della fede. Non c’è spazio per la mentalità della delega, o per i soli specialisti, preti, suore, catechiste, che si fanno carico in esclusiva  di insegnare ai ragazzi a vivere la fede.
Troppo spesso, purtroppo, è la logica che ancora oggi prevale.
Mando il figlio al catechismo: è la chiesa che ci deve pensare, e speriamo lo faccia più in fretta possibile, senza chiedere troppi impegni a noi genitori. Invece, se chiedono i sacramenti per un figlio i genitori si devono sentire coinvolti, iniziare loro stessi un cammino di fede insieme ai figli.
Altrimenti ci si può davvero chiedere se val la pena mandare i figli a catechismo, che speranza c’è che si realizzi davvero un incontro con il Cristo?
I nostri ragazzi come possono prendere sul serio una proposta di vita che percepiscono estranea, se non addirittura osteggiata, dagli stessi genitori? 
Poi è indispensabile che ci sia la comunità cristiana a prendere per mano i ragazzi e accompagnarli nel loro cammino: tutta la comunità, non solo qualche rappresentante.
I ragazzi devono incrociare la vita e la testimonianza delle persone della comunità in cui vivono, devono poter fare esperienza fino a che cosa può portare la forza e la bellezza del vangelo, dei miracoli che Gesù può compiere in coloro che si fidano di lui.
Solo così la trasmissione della fede non rimane teorica e astratta, inevitabilmente destinata all’insuccesso ma visibile e affascinante, capace di entusiasmare e stimolare risposte positive.
Gli apostoli hanno iniziato ad annunciare al mondo il vangelo di Gesù.
Non è stata una passeggiata per loro.
Ci hanno rimesso la vita. Hanno potuto farlo, dice il vangelo di Marco, perché prima sono stati con Gesù, hanno condiviso le sue giornate, hanno fatto ciò che stava a cuore a Gesù, hanno condiviso il desiderio di far conoscere a tutti l’amore del Padre, e, come Gesù, disposti a tutto pur di essere testimoni.
Ecco ciò che conta: non è la dottrina, non è la lezione  ma l’esperienza dell’incontro e dello stare con Gesù che continuamente può far nascere nuovi cristiani.
E così è anche per noi. 

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L’uomo anela a ricevere sempre di nuovo l’essere,
per poter attingere ciò che l’attimo fuggente gli dà e,
 contemporaneamente, gli toglie.
Non vorrebbe perdere ciò che gli dà la pienezza
e desidera essere senza fine e senza limiti
                                                          per poterlo possedere eternamente ed integralmente.                                                           

S. Teresa Benedetta della Croce

COMUNITA´ PASTORALE S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE
Parrocchie:
Cuore Immacolato di Maria – Madonna di Lourdes 
S. Maria Assunta – Sacro Cuore di Gesù
SS. Pietro e Paolo – S. Giuseppe Artigiano
LISSONE

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