Suor Marta Arosio ci ha scritto…

Gesù disse loro: bisogna che io annunci la bella notizia del regno di DIO anche alle altre città; per questo sono stato mandato. ( cfr Lc 4, 48)                                                                                          
Suor Marta Arosio, missionaria del Pime, da poco partita per l’Algeria, ci ha scritto una lunga lettera.
Ne riportiamo una prima parte.                                           
Mascara 3 novembre 2014

                                                                                         
Carissimi tutti,
         mi sono ripromessa di scrivervi più volte, non l’ho fatto subito perché non avrei saputo cosa scrivere. Non perché non c’erano cose da raccontare, anzi, ma avevo bisogno di quel tempo necessario a prendere un po’ le distanze da ciò che ho lasciato in Italia e prendere coscienza, se così si può dire, di ciò che ho iniziato a vivere qui…
        Vi ringrazio per la vicinanza, l’affetto e l’amicizia che mi dimostrate sempre e per le preghiere che so accompagnano me e il popolo che mi è stato affidato. State certi che anche tutti voi siete nei miei pensieri e nelle mie preghiere ogni giorno e sempre con un ringraziamento particolare al Signore per il dono che mi ha fatto di avervi come compagni di viaggio, amici, parenti e sostenitori.
        Il Vangelo che il rito romano ci ha proposto oggi (Lc 14,12-14) mi aiuta a fare memoria del tanto bene ricevuto da sempre in Italia e dell’incalcolabile generosità che incontro quotidianamente tra questa gente. Arrivata in questo Paese così arabescamente affascinante, infatti, sono stata letteralmente affogata dal dono dell’incontro con la realtà nuova, le persone, la Chiesa, l’Islam.
       Nei primi giorni sono stata alla maison diocésaine d’Alger, dove abbiamo una comunità di sorelle che si occupano dell’accoglienza di diversi gruppi e dove ho iniziato a conoscere un po’ della Chiesa d’Algeria (la cui realtà è davvero molto variegata: ci sono cristiani che arrivano da ogni parte del mondo, molti sono consacrati/e o sacerdoti di diverse Congregazioni che ne costituiscono la maggioranza, ci sono gli studenti che arrivano dall’Africa sub-sahariana e ci sono i cristiani algerini).
        Alger è stato il primo contatto con questo Paese così tanto vicino eppure così tanto diverso. Il primo “impatto forte” è stato l’incontro con una ragazza algerina impegnata nel movimento a favore dell’emancipazione della donna.
        Era alla maison diocésaine per un incontro di formazione di Amnesty International e dopo aver lavato i piatti insieme abbiamo intavolato un discorso sulla libertà. Di colpo mi accorgo che la libertà di cui parlo io, e che per me è davvero scontata così come la considero, non corrisponde nemmeno a quella che lei pensa anche solo ipoteticamente.
        Beata differenza!                                           
        Un turbinio di emozioni mi assale osservando le strade di questa grande capitale, le scritte incomprensibili, il modo di vestire e camminare, le donne più o meno velate, i profumi e vetrine dei piccoli negozi, le auto impolverate (quante auto, non avrei mai pensato di trovare tanto traffico e tanto smog), la bellezza della città marittima con le sue strade strette che vanno su e giù, il bianco delle case e il blu del cielo e del mare, i paesaggi meravigliosi, il verso dei gabbiani, le piante e i fiori, il caldo, la polvere rossiccia che copre tutto in abbondanza, il rumore della città e dei fuochi d’artificio per i matrimoni, le parole incomprensibili della gente che incontro per la strada, l’accoglienza di sr. Rita, sr. Gabriella e sr. Giulia, l’accoglienza di tutti coloro che ho incontrato in questi quattro intensi e brevi giorni e che, da subito, mi ha fatto sentire a casa.

Preghiera Missionaria con Sr. Marta

 

O Dio, che vuoi che tutti gli uomini siano salvi
e che giun­gano alla conoscenza della verità,
invia, ti pre­­ghia­mo, operai nella tua messe
e dona loro di an­nun­ciare con fe­de incrollabile la tua Parola,
perché il tuo Vangelo si dif­fonda e sia glorificato
e tutti i popo­li conoscano te, solo Dio vero,
e colui che hai man­da­to, Gesù Cristo,
tuo Figlio e Signore nostro,
che con te vive e regna per tutti i secoli.
Amen.

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 Per poterci donare a Dio con amore
dobbiamo riconoscerlo
come Colui che ama. 
( S. Teresa Benedetta della Croce)

COMUNITA´ PASTORALE S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE
Parrocchie:
Cuore Immacolato di Maria – Madonna di Lourdes 
S. Maria Assunta – Sacro Cuore di Gesù
SS. Pietro e Paolo – S. Giuseppe Artigiano

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