Dal Camerun ci scrive Fratel Fabio Mussi: Io Missionario nella terra di Boko Haram. Parte 2°

 

 

Fratel Fabio Mussi nella ” sua Missione”.

Purtroppo diversi villaggi lungo il confine sembrano essere già sotto il controllo degli islamisti (anche se ufficialmente nessuno vuole parlarne in Camerun).
L’impressione è che l’esercito camerunese stia preparando una grande offensiva prima della fine anno, allo scopo di sradicare tutti i veri o presunti terroristi.
In questa delicata e difficile situazione bisogna agire con molta discrezione e diplomazia concreta, dato che occorre trattare sia con le autorità civili che con quelle militari.

 

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La” scorta” per gli spostamenti di Fratel Fabio nella sua Missione

Da parte mia, cerco di applicare il principio per cui “meno sei visibile e più sei efficace”, in modo da poter agire direttamente a favore delle popolazioni in difficoltà.
Con i miei collaboratori della Caritas diocesana di Yagoua cerchiamo di tenere gli occhi e le orecchie ben aperti.
Il vantaggio che abbiamo è la buona collaborazione con le autorità tradizionali, che sono le persone che davvero conoscono meglio la situazione.
In questo ultimo viaggio siamo andati a trovare i due sultani di Makari e Wilki, con i quali collaboriamo da molto tempo.
Con loro abbiamo discusso dei problemi della popolazione sotto la loro giurisdizione, e mi sono impegnato a riparare diversi pozzi che erano stati lasciati in disuso per guasti alle pompe.
Avevamo anche in programma di incontrare il sultano di Bodo (sulla strada che da Kousseri porta a Fotokol), ma non è stato possibile perché, all’ultimo momento, ci hanno avvisato che in quelle ore erano in corso delle incursioni da parte dei terroristi di Boko Haram.  
Finora nessuno ci ha ancora proibito di circolare nella regione.
Certo, bisogna fare molta attenzione ed essere estremamente prudenti.
L’itinerario lo decidiamo all’ultimo momento con i miei collaboratori che sono del posto.
I nostri spostamenti sono sempre con una scorta armata che ha lo scopo, più che di difenderci da Boko Haram, di facilitare il passaggio ai diversi posti di blocco militari.
Ormai, dopo i frequenti viaggi nella regione, molti soldati ci conoscono, anche perché nella zona non circolano altre persone di origine europea…  
Il fatto che agiamo nel quadro di un’assistenza umanitaria in nome della Chiesa cattolica è, normalmente, visto come una garanzia di serietà ed efficienza.
Tutte le autorità locali riconoscono che siamo la sola organizzazione privata che è presente con personale e interventi in questa regione ad “alto rischio”.
Solo l’Acnur si è mobilitato per il trasporto dei rifugiati nei campi profughi o per indirizzarli ai valichi di frontiera per un loro rientro in Nigeria.
Anche il Programma alimentare mondiale (Pam) ha fatto alcune distribuzioni di viveri nelle città dell’entroterra.                                                                    
In alcune occasioni, però, la nostra presenza può essere imbarazzante per le autorità locali, in quanto riceviamo informazioni direttamente dalle popolazioni del posto e possiamo essere testimoni di disfunzioni amministrative o di altro.

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La notte di Natale e la notte della croce
sono un’unica notte.
Verrà il tempo della sofferenza e della morte,
per ogni uomo.
Quando sarà, la fiducia in Dio rimarrà incrollabile?
Saremo disposti ad accogliere qualsiasi cosa dalla Sua mano?
Saremo ancora capaci di dire «Sia fatta la tua volontà!
( S. Teresa Benedetta della Croce)

COMUNITA´ PASTORALE S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE
Parrocchie:
Cuore Immacolato di Maria – Madonna di Lourdes 
S. Maria Assunta – Sacro Cuore di Gesù
SS. Pietro e Paolo – S. Giuseppe Artigiano

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