La VOCE del PARROCO – I defunti: nella luce di CRISTO.

Don Tiziano Vimercati – Parroco della Comunità

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Anche quest’anno tantissimi fedeli hanno partecipato alla preghiera al cimitero: martedì la celebrazione di suffragio e mercoledì la messa. Ininterrotto è il flusso di persone che in questa prima settimana di novembre si reca al cimitero per una visita, una preghiera, un saluto ai morti. Spesso, ancora con le lacrime agli occhi. Il cimitero è il luogo della memoria, della riconoscenza, e anche della riappacificazione.
E’ il luogo del silenzio, dove è meglio contemplare la ricchezza di vita che, attraverso i nostri morti, lo stesso cimitero ci offre.

E’ un segno importante, per una comunità, il cimitero: c’è la storia della città, ci sono le persone che hanno fatto del bene, coloro che hanno servito la comunità, i padri e le madri che hanno insegnato ai figli a vivere e ad essere onesti, ci sono proprio tutti, al cimitero.
Li onoriamo tutti, perché un po’ di bene, forse, tutti riusciamo a compierlo durante la vita.
Nessuno compie solo il male, come nessuno compie solo il bene. 
Il cimitero è il luogo della misericordia: anche l’uomo riesce ad essere un po’ (più del solito) misericordioso. Di fronte alla morte si stemperano le tensioni, si perdona con minor fatica.
Non dovremmo fare a meno dei cimiteri, e neanche cercare di nasconderli troppo.
Mi piace molto l’usanza di alcuni paesi di montagna, ne ho visti tanti sulle Dolomiti, dove il cimitero è attorno alla chiesa parrocchiale: i defunti ne fanno ancora parte, sono la chiesa che vive nella comunione dei santi.
Terminata la messa, è cosa normale passare per il cimitero, è come se si prolungasse l’eucaristia celebrata, e un sentire ancora vivi i nostri fratelli defunti.
Anche da noi, a Lissone, questo un po’ avviene: il nostro cimitero non è certo deserto.
Ogni giorno, per tutto l’anno, tante persone fanno visita ai propri morti.
Le tombe sono curate, spesso non mancano neanche i fiori freschi.
Martedì e mercoledì ci siamo trovati insieme, al cimitero, in tanti, da tutta la Comunità cristiana di Lissone, per una preghiera di suffragio.
Don Matteo ci ha ricordato che era un forte momento di comunione,il dolore di ciascuno non solo privato e personale, ma condiviso con una comunità.
E soprattutto aperto alla speranza.
Così il cristiano va al cimitero: come tutti, con nostalgia, dolore, sofferenza per una perdita forse ancora troppo recente, però con la speranza nel cuore, con la consolazione della fede di chi sa che il proprio caro è nelle mani del Signore.
Il cimitero, a un cristiano, ricorda il mistero della Pasqua, la forza della risurrezione di Gesù, che è molto più forte della stessa morte.
Aver consegnato alla terra il corpo di un defunto è come averlo inserito nell’attesa di una nuova nascita, quando ritorneremo nella pienezza della nostra vita per stare per sempre con il Signore.       Circa quarant’anni fa a Brugherio, paese dove sono cresciuto, inaugurarono un nuovo cimitero.
Il parroco di allora don Franco, propose di mettere all’ingresso un grande Cristo in croce, ma non morto, non inchiodato, ma risorto e con le braccia rivolte a chi veniva portato per la sepoltura.
Non si cancella la croce, non c’è poesia o retorica nella morte: Cristo Risorto è pur sempre sulla croce.
Ma la croce e la morte non sono l’ultima parola di Dio perché la sua ultima parola è la vita con lui, per sempre.
Andare al cimitero per un cristiano è un grande gesto di fede: esprimiamo qualcosa di grande che ci sostiene e dà senso alla nostra vita.
Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione e vana anche la vostra fede.
Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti, scrive San Paolo nella prima lettera ai Corinzi.
Tertulliano, scrittore cristiano del II secolo, in modo molto esplicito, ci ricorda che si è cristiani quando si crede nella risurrezione: “ La risurrezione dei morti è la fede dei cristiani: credendo in essa siamo tali “.

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Le nostre attività personali
sono soltanto dei mezzi ordinati a un fine,
mentre l’amore del prossimo è il fine stesso,
perché DIO è Amore “.
S. Teresa Benedetta della Croce

COMUNITA´ PASTORALE S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE
Parrocchie:
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SS. Pietro e Paolo – S. Giuseppe Artigiano
LISSONE

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