QUARESIMA ritorno all’essenzialità di Don Tiziano Vimercati – Parroco

Don Tiziano Vimercati Parroco

La liturgia di questa prima domenica ci propone sempre il brano delle tentazioni di Gesù nel deserto, secondo l’evangelista Matteo.
Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Nel deserto: evoca paura, solitudine e, in apparenza, mancanza di tutto.
E’ anche il luogo della prova, dove il popolo d’Israele, liberato dalla schiavitù dell’Egitto, deve scegliere se stare con chi lo ha liberato o costruirsi il futuro da solo o con altri dei.
Può essere il luogo dove si ritrova se stessi, ma anche dove ci si perde del tutto.
L’esito non è scontato. Gesù fu condotto nel deserto: bisognerebbe dire “fu spinto”.
Sembra quasi che Gesù non ci sia andato volentieri, ma spinto dallo Spirito ricevuto nel battesimo. 
Nessuno affronta volentieri la prova e la tentazione: si può soccombere. Ma ci va, perché nel deserto inizia la missione, lì deve consegnarsi interamente al Padre, confidare solamente su di Lui e consegnarsi ai fratelli, a coloro che nel deserto, invece, si sono perduti.
La vita pubblica di Gesù inizia con una lotta, deve prendere posizione contro il male che lo lusinga e lo spinge a scegliere la strada più facile.
Fino alla fine Gesù dovrà lottare; anche nell’orto degli ulivi e sulla croce sarà solo, come nel deserto, e dovrà rinnovare l’incondizionata fiducia in Dio, anche se in quei momenti, in verità, ne sperimentava la lontananza se non addirittura l’assenza.
Gesù non si è sottratto alle prove, per insegnarci che la vita del cristiano è una lotta, che le tentazioni ci accompagneranno per tutta la vita, e che addirittura aumenteranno nella misura in cui riusciremo a progredire sulla strada della santità.
Lui le ha vinte e pure noi le possiamo vincere. Se sapremo fare le stesse scelte, e ci lasceremo condurre nel deserto.
Il tempo della Quaresima che la chiesa ci propone è un invito a pensare alla nostra vita come il tempo in cui lottare, cercando di attuare quegli atteggiamenti che furono di Gesù nel deserto: il silenzio, l’ascolto, la preghiera, la vigilanza, il discernimento, il digiuno, l’ascesi. Sono atteggiamenti che ci aiutano a metterci nella mani del Signore e a fidarci di Lui, e nello stesso tempo a metterci anche nelle mani dei fratelli, non da perseguire per se stessi. Ci sentiamo però spiazzati di fronte alle proposte quaresimali: non sono valori molto condivisi, si fa fatica anche solo a ritenerli importanti. Si crede di poterne fare a meno. Pensiamo alla fatica di stare un po’ in silenzio davanti a Dio: non reggiamo che pochi minuti, anche quando lo desideriamo (mi dispiace ripetermi: ma davvero in pochi si sono fermati, nel silenzio, a pregare davanti all’eucaristia nei giorni delle Quarantore).
Per non parlare del digiuno, che pure è un’utile scuola di vita.
E l’ascesi: quanti saprebbero dire di cosa si tratta?
Iniziamo dunque questa Quaresima nel segno di un ritorno all’essenzialità, come ritorno alle radici del nostro essere uomini e cristiani, e anche come riscoperta di tutti quei valori che hanno accompagnato i cristiani nel corso dei secoli, sostenendoli, e che noi oggi stiamo troppo facilmente dimenticando.

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Non accettate nulla come verità che sia privo di amore.
E non accettate nulla come amore che sia privo di verità!
L’uno senza l’altra diventa una menzogna distruttiva.
(S. Teresa Benedetta della Croce).

COMUNITA’ PASTORALE S. TERESA BENEDETTA della CROCE
Parrocchie:
Cuore Immacolato di Maria – Madonna di Lourdes
S. Maria Assunta – Sacro Cuore di Gesù
S Giuseppe Artigiano – SS. Pietro e Paolo
LISSONE

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