Erano perseveranti nella preghiera di Don Tiziano Vimercati – Parroco

Quando un cristiano muore la chiesa lo affida alla misericordia di Dio. La celebrazione di suffragio è una celebrazione di vita e di speranza: è la Pasqua di Cristo che si rinnova nei fratelli che ci lasciano. I cristiani soffrono e piangono, come tutti, sentono il peso della separazione.

Eppure sanno pregare, sanno, o almeno cercano di aprirsi alla speranza, di fidarsi della promessa di vita eterna che Gesù ci ha lasciato.

Capita spesso che le famiglie dei defunti chiedano di recitare il rosario prima della messa del funerale, o la sera prima in abitazione. Fatta nella casa del defunto la preghiera assume un particolare significato: nel contesto dove il defunto è vissuto, tra le persone che più lo hanno amato, si esprime la fede nella vita eterna, la supplica che il Signore lo accolga presto nella sua luce, esprimiamo anche il desiderio che venga in aiuto alla nostra fragile fede, ravvivando la speranza nella risurrezione.

Mi sembra davvero che sia un momento dove si vive una profonda comunione, ci sentiamo uniti nella fede a chi ci ha lasciato. Con un certo pudore vorrei ricordare l’esperienza vissuta la scorsa settimana proprio in occasione di un rosario recitato nella famiglia del nostro fratello Giuseppe.

Eravamo presenti in tanti, all’aperto, nel giardino di casa. La moglie dà il benvenuto a tutti, ringrazia per la presenza, e inizia il rosario. Introduce la preghiera con parole di speranza: reciteremo i misteri della gioia, perché anche in questo momento abbiamo tanti motivi per ringraziare il Signore, la sua bontà non viene meno neanche ora. Anche il figlio propone una breve riflessione ad ogni mistero recitato.

Ne riporto una che riesce a esprimere il contesto di fede vissuto quella sera: La morte sia per tutti noi inizio di vita nuova. Forse qualcuno si sarà chiesto perché la preghiera non sia stata guidata dal prete o dalle suore, che pure erano presenti. Io invece ringrazio il Signore: le preghiere e le parole di riflessione venivano dal cuore di chi stava soffrendo, erano bagnate dalle lacrime, ma erano parole autentiche e vere.

Ho pensato, quella sera, alle prime comunità cristiane che si riunivano per pregare insieme, alle famiglie che una volta ogni sera recitavano il rosario, alla campana di mezzogiorno che invitava tutti alla recita dell’Angelus; alla preghiera che ancora oggi diverse famiglie recitano prima dei pasti.

Ho pensato che quella sera lo Spirito santo sia sceso su tutti noi, ci ha fatto sentire vicini, fratelli, una autentica chiesa radunata per la preghiera. Ha reso la nostra vita abitata dalla stessa vita di Dio.

Di questo non possiamo che ringraziare.

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Non accettate nulla come verità che sia privo di amore.
E non accettate nulla come amore che sia privo di verità!
L’uno senza l’altra diventa una menzogna distruttiva.
(S. Teresa Benedetta della Croce).
COMUNITA’ PASTORALE S. TERESA BENEDETTA della CROCE
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