Un amore che trasforma – Don Tiziano Vimercati – Parroco

Don Tiziano Vimercati – Parroco

Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.  Il fariseo, stando in piedi, pregava così: o Dio ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri e neppure come questo pubblicano.
 Il pubblicano, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: o Dio abbi pietà di me peccatore. Vangelo di oggi.  Una donna, una peccatrice, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di Lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.
Vangelo di domenica scorsa.

Qualcosa di simile unisce il pubblicano del vangelo di oggi e la donna peccatrice del vangelo di domenica scorsa.
Il pubblicano, considerato peccatore e traditore del popolo, disprezzato ma anche invidiato, si reca al Tempio, luogo dell’incontro con Dio. Lo fa con verità: si presenta per quello che è, per come si conosce, sa di essere peccatore e, come peccatore vuole abbracciare e ricevere pietà e perdono dal suo Signore.
La donna peccatrice, donna disprezzata e da evitare, almeno in pubblico ma cercata nel segreto, si getta ai piedi di Gesù, li bagna con le lacrime e li asciuga con i capelli, li bacia e li unge con prezioso profumo.
Lo abbraccia con tutta se stessa, e Lui si lascia abbracciare. Incontro leale e sincero tra due persone che sanno amare. Anche lei sa di essere peccatrice, e come peccatrice vuole abbracciare e ricevere pietà e perdono dal suo Signore.  

Due peccatori, certo: ma questo non li ha allontanati dalla misericordia di Dio. Non c’è peccato, per quanto grande, che possa diminuire il suo amore.
La nostra stessa realtà di uomini fragili e peccatori non ci allontana da Lui.

C’è sempre amore e perdono per chi si getta ai suoi piedi, o per chi, fermatosi a distanza nel tempio, senza neanche osare alzare gli occhi, si batte il petto e invoca pietà. Non c’è soltanto stupore per il modo con cui Dio ci ama. Non lo fa perché lo meritiamo, non è il nostro impegno, la nostra giustizia a “smuoverlo”: semplicemente è il suo modo di essere, un Dio che è amore e che si manifesta come tale, senza condizionare il suo amore al nostro esserne degni. 
Lo stupore aumenta quando capiamo che l’amore e il perdono di Dio sono capaci di cambiare l’uomo, più delle minacce e dei castighi. Spero davvero che sia l’esperienza di tutti noi: aver fatto cose folli per amore, aver dimenticato se stessi per la persona amata, tralasciato qualche vizio o comportamento scorretto pur di far piacere a chi ci ama.
E d’altra parte ci sarà pur capitato di compiere cose sbagliate, pur sapendo che non era corretto e che c’erano rischi e potevamo pagarla cara.
Eppure la paura non ci ha bloccati, il castigo previsto non era sufficiente a fermarci. 

Qualcosa di simile unisce il fariseo del vangelo di oggi e il fariseo di domenica scorsa, un certo Simone.
Il fariseo di oggi si presenta davanti al Signore ringraziandolo.
Ma di che cosa?
Di non essere come gli altri uomini, di non essere caduto in vizi e peccati, di essere l’uomo perfetto che osserva scrupolosamente ogni legge religiosa.
La sua non è una preghiera, che comporta un atteggiamento di dialogo e fiducia, ma un monologo, dove in realtà si vanta, una preghiera sì, ma rivolta a se stesso.

Si trova davanti a Dio, che è Padre di tutti, però esclude gli altri, suoi fratelli, li giudica e li condanna. Quegli stessi uomini amati da Dio, come è amato lui. Simone, il fariseo di domenica scorsa, ha invitato Gesù a casa sua ma non ha saputo manifestare per Lui affetto e gioia.
Sembra quasi una questione di prestigio.
Forse Gesù si era fatto un nome, era famoso, accoglierlo nella propria casa diventava un motivo di vanto.
Gesù non era al centro del suo interesse, era l’occasione, più o meno consapevole, di celebrare se stesso.   

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S. Teresa Benedetta della Croce

Signore Gesù,
inutile nasconderlo:
di fronte al tuo perdono,
così totale e incondizionato,
ci sentiamo disorientati.
Avremmo tantissimi
“se” e “ma” da obiettare,
ma restiamo inermi,
rivoluzionati nel cuore,
sconvolti nelle logiche.
Oggi solo una cosa
ci sembra chiara:
dobbiamo cambiare,
imparare da te,
ricordare che solo il perdono
libera noi stessi e gli altri,
credere in un amore
che tocca e cambia.
Insegnaci a farlo!
Amen.

COMUNITA´ PASTORALE
S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE
Parrocchie:
Cuore Immacolato di Maria – Madonna di Lourdes
S. Maria Assunta – Sacro Cuore di Gesù
SS. Pietro e Paolo – S. Giuseppe Artigiano

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