Chi porta loro il Vangelo? – Don Tiziano Vimercati – Parroco.

Don Tiziano Vimercati – Parroco

Non voglio essere ripetitivo, non voglio annoiare.
Ho già scritto, la scorsa settimana, una riflessione pensando al motto scelto da don Sergio e dai suoi compagni di ordinazione. “Camminate nell’amore”: il ministero sacerdotale ci chiede di camminare, non ci permette di stare seduti, possiamo dire che è un ministero della strada.
Gesù inviò i suoi discepoli per le strade del mondo: Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali (Lc 10). E’ dunque un ministero dinamico.

Oggi ci chiede di non stare in chiesa ad attendere i fedeli, che si fanno sempre più rari, ma di incontrarli là dove vivono. Lasciamo pure sola la pecorella che sta al sicuro nel recinto della chiesa (ma è sempre sicuro?) e avventuriamoci su strade sconosciute, dove non siamo abituati camminare e ci sentiamo smarriti, dove nessuno ci batterà le mani, più facile il contrario.
Uscire e camminare vuol dire anche cercare un linguaggio nuovo, comprensibile all’uomo moderno, un linguaggio fedele al vangelo ma allo stesso tempo incarnato nella realtà, un linguaggio che anche i piccoli e i poveri possano comprendere.
Oggi ho ancora qualcosa da dire a don Sergio. L’ho pensato venerdì mattina mentre partecipavo al funerale di un sacerdote. Più ci pensavo e più capivo che però vale anche per me, vale per tutti i preti, vale per ogni cristiano.
Non è stata una riflessione teologica, dotta, una riflessione scolastica e teorica.
Semplicemente, la figura di questo prete, le scelte compiute in vita, la fedeltà nel tempo, la testimonianza preziosa e rara: tutto questo mi sembra un buon motivo per ringraziare il Signore che sa mettere nel cuore degli uomini sogni straordinari, fiducia incrollabile, e poi anche la forza per tentare di realizzare ciò che sta a cuore, la caparbietà di chi non si arrende, la pazienza quando ciò che si realizza è piccola cosa rispetto al sogno.
E’ la sua vita che parla, non un libro.

 Il prete si chiamava don Mario Riboldi, aveva 92 anni, nativo di Biassono.
Era prete da quasi settant’anni. Iniziò quasi subito a interessarsi dei nomadi. Non una scelta fatta a tavolino ma scaturita dalla capacità di guardare con occhi limpidi, di non girarsi dall’altra parte, da un cuore capace di amare. La realtà incontrata, un accampamento di nomadi vicino alla parrocchia dove era stato destinato, fece scaturire in Lui, prepotentemente, una domanda: Chi porta loro il Vangelo? Sostenuto dal cardinal Montini, allora vescovo di Milano, iniziò a condividere la vita dei nomadi: primo prete a vivere come loro, abitando in una roulotte nei loro accampamenti, seguendoli negli spostamenti, imparando le varie lingue dei rom, e apprezzando le loro tradizioni. Un prete che si è incarnato nella vita dei nomadi, perché ormai nomade anche lui. Sempre in giro per l’Italia e per l’Europa anche solo per incontrarli, per far festa con loro, per un battesimo, un matrimonio, per un momento di preghiera o la lettura della bibbia. Don Mario ne ha consumate di scarpe, ha macinato chilometri su chilometri, non ha scaldato poltrone e consumato pantofole.
Lo ha fatto perché era un prete.
Ha fatto molto per loro, si è preoccupato anche delle necessità materiali, ma soprattutto, da prete, la priorità era l’annuncio del vangelo, far conoscere la Parola di Dio, nella convinzione che questo era il meglio che poteva offrigli. Una volta disse: Mica per fare l’operatore sociale, ma solo perché sono un prete che si è sentito chiamato a portare il Vangelo fra chi, troppo a lungo, troppo spesso, è stato ignorato dai cattolici, a volte ancora così chiusi nelle loro parrocchie. Riuscì a comunicare questa priorità se due ragazze rom, intervenute al Sinodo 47° della chiesa milanese, affermarono: Per noi vogliamo che siano dei preti, e non solo preti, che ci insegnino la Bibbia. E altri due nomadi: Chi porta la bibbia ai Rom dovrebbe vivere con noi… Prenda esempio da don Mario.
Un ricordo personale.
Una volta andai a trovarlo.

Viveva in una roulotte, non in un accampamento ma ai bordi della strada, in periferia di Brugherio. Fuori dalla roulotte, si stava lavando i piedi, in un catino. Ed era inverno. Una vita così è una vita credibile, forse l’unica capace di parlare al cuore dei nomadi. E per dar voce alla Parola di Dio si impegnò a tradurre il vangelo, le preghiere, e la liturgia della messa, nelle loro lingue.
Il nostro vescovo, nel messaggio inviato per le esequie, ha saputo sintetizzare molto bene le caratteristiche di don Mario: Singolare interprete della pastorale dei nomadi don Mario ha seminato il Vangelo nei cuori di persone e famiglie nomadi perché ha imparato le loro lingue, condiviso la loro vita, ha pronunciato parole di incoraggiamento e inviti a conversione.
Ha seminato. Non ha preteso di raccogliere, non ha calcolato i risultati. Eppure ha raccolto rivelazioni di santità proprio là dove il pregiudizio rivolge uno sguardo di discredito generalizzato.

Ha vissuto accampato tra gli accampamenti, ora ha lasciato la sua roulotte perché il Signore lo accoglie nella sua dimora eterna.
Di là continuerà a sorridere e a pregare per la sua gente e per tutti noi che lo ricordiamo con affetto e preghiamo per lui.


Che l’esempio di quest’uomo coraggioso e profetico, questo prete con addosso l’odore delle pecore, questo cristiano con il cuore grande e generoso, ci aiuti a innamorarci dal vangelo, a lasciarci interpellare dalle domande che il Signore infonde nel nostro cuore, a trovare la forza di condividere il cammino di chi, a camminare, fa fatica, a superare i pregiudizi e il discredito che troppo spesso, ancora oggi, anche tra i cristiani, ancora serpeggia.

Padre Santo,
nel tuo Figlio Gesù, Via, Verità e vita,
ci hai resi figli e fratelli amati.
Effondi il tuo Spirito
su questi Tuoi servi
perché siano testimoni del tuo comandamento:
Camminate nell’amore.
Maria, Madre della Chiesa,
custodisca il loro ministero.
 Amen

COMUNITA´ PASTORALE
S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE
Parrocchie:
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S. Maria Assunta – Sacro Cuore di Gesù
SS. Pietro e Paolo – S. Giuseppe Artigiano

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