Siamo dono, l’uno per l’altro – Don Tiziano Vimercati – Parroco.

Don Tiziano Vimercati.


La liturgia ambrosiana celebra oggi la festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe.
Ma anche di tutte le nostre famiglie, oggi spesso diverse dal passato, allargate, variegate, alternative, non troppo secondo gli schemi canonici o sociali del passato.
Di sicuro non secondo le immagini ireniche di certa pubblicità.
Su tutte però scende la benedizione del Signore perché il suo amore non esclude, è un amore che si fa carico di ogni situazione umana: se, come diciamo sempre, ama ciascuno di noi non può che continuare ad amarci come parte di un nucleo famigliare. 

Vi propongo una semplice preghiera che prendo in prestito dalla liturgia dei cristiani armeni.
Pur nella semplicità delle parole esprime pensieri profondi, una fede come quella dei bambini che si fidano del papà, una capacità di leggere le dinamiche d’amore che dovrebbero realizzarsi in ogni famiglia.
Se ancora ne siamo capaci, possiamo pregare in famiglia, insieme, in questo giorno di festa. 


Padre Santo, ti ringraziamo per il tuo amore e per il prezioso dono che siamo l’uno per l’altro. Aiutaci a mostrare la gratitudine amandoci come tu ci ami. Facci comprendere e pazientare con ognuno, riconoscere sollecitamente i nostri fallimenti e chiedere perdono, essere generosi nel condividere la gioia e la forza che possiamo darci l’un l’altro. Padre concedi alla nostra famiglia una fede viva e il coraggio di condividerla con coloro che stanno accanto a noi. Affidiamo la nostra famiglia alle tue cure paterne. Amen 
Ti ringraziamo per il tuo amore: la capacità di sentirci amati da Dio, fare esperienza del suo amore al punto da poter dire con verità “ti ringraziamo per il tuo amore, o Padre Santo”.  Dire queste parole perché ne abbiamo sperimentata la verità e non perché fanno parte del frasario religioso acquisito.… e per il prezioso dono che siamo l’uno per l’altro.

Non vuol dire che non possono sorgere incomprensioni tra familiari, e che i rapporti, per mille motivi, possono essere molto tesi. Ma che la fatica della vita quotidiana non deve portarci a considerarci nemici, che il nostro occhio deve continuare a considerarci fratelli, e sperimentare quanto l’altro sia per me un dono, una grazia, un respiro quando ho il fiato corto, una luce quando mi trovo nel buio, una consolazione quanto sono affranto. E altrettanto lo sono io per lui.
 Ecco, com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme! recita il salmo 133.

Volerci bene, stimarci a vicenda, accettarci così come siamo è la via per realizzare l’amore in ogni famiglia, guardando il più possibile a quello di Gesù.

Vivere così è obbedire alle parole della seconda lettura della liturgia di oggi, un brano della lettera di San Paolo agli efesini. Fratelli, ciascuno da parte sua ami la propria moglie come se stesso, e la moglie sia rispettosa verso il marito. Figli, obbedite ai vostri genitori nel Signore, perché questo è giusto. «Onora tuo padre e tua madre!»…  
E voi, padri, non esasperate i vostri figli, ma fateli crescere nella disciplina e negli insegnamenti del Signore.

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