Gruppo Missionario – Quaresima di fraternità 2022: Myanmar oltre l’indifferenza.

Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. Papa Francesco


Cari fratelli e sorelle,
la Quaresima è tempo favorevole di rinnovamento personale e comunitario che ci conduce alla Pasqua di Gesù Cristo morto e risorto. Per il cammino quaresimale del 2022 ci farà bene riflettere sull’esortazione di San Paolo ai Galati: «Non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione (kairós), operiamo il bene verso tutti» (Gal 6,9-10a).
(dal Messaggio di PAPA FRANCESCO per la Quaresima 2022)

Era il 23/ 11/2021…Nello Stato di Kayah anche cinque suore di Maria Bambina sono state sequestrate dalla polizia insieme a un parroco e al personale sanitario volontario. Tuttora non è noto di dove si trovino…Gli sfollati sono più di 400mila. I bambini non vanno a scuola da due anni. I combattimenti non sono più limitati ad alcune regioni, ma sono ovunque.

Non possiamo voltare lo sguardo da un’altra parte di fronte alle sofferenze di tanti fratelli e sorelle in Myanmar.
PAPA FRANCESCO, all’udienza generale del 2 febbraio 2022, ha lanciato un nuovo forte appello per il Paese che vive il primo anniversario del colpo di Stato dei militari.

LA SITUAZIONE.

Mancano il cibo e le cure mediche. Gran parte del personale sanitario ha abbandonato gli ospedali statali perché non voleva lavorare con l’esercito, ma gli ospedali privati sono troppo cari.
La Chiesa locale e le Suore di carità sono in prima linea nell’offrire assistenza, ma non riesce a far fronte a tutti i bisogni mentre ci sono sempre più problemi. Furti e rapine stanno aumentando perché la gente è insoddisfatta e vivere è sempre più difficile. La Chiesa cerca di indicare una strada, ma è sempre più complicato.

Chiunque abbia bisogno di aiuto viene accolto. La gente scappa senza prendere niente, pensa solo alla propria sicurezza. Se non ci sono soldati per le strade alcuni affrontano viaggi di 3 o 4 giorni per cercare di recuperare qualcosa. Le suore e i preti presenti comprano cibo e ricariche telefoniche e vanno a visitare i villaggi “…anche solo per dare un po’ di sostegno morale alla popolazione”.
In questo contesto l’ultima delle preoccupazioni è la pandemia: prima del colpo di Stato c’era grande apprensione, ma poi il covid è passato in secondo piano. La popolazione del Myanmar non può permettersi il lusso di smettere di combattere contro la giunta militare per far fronte a una crisi sanitaria.

La voglia di resistere al regime è più forte. Molte sono le famiglie contagiate ed anche molte suore e preti l’hanno avuto. Non c’è possibilità di fare tamponi. Nonostante tutta la disperazione che ha visto nell’ultimo anno non c’è miseria in Myanmar, anche se potrebbero regnare l’anarchia e il caos totale, il Paese è tenuto insieme dallo spirito di solidarietà della gente.

L’azione che ha spazzato via il governo democraticamente eletto è degenerata ormai in una guerra aperta con oltre 400mila sfollati. La reazione dei militari contro i cattolici è spietata: attacchi e distruzioni di chiese, cliniche, case, uccisioni di personale nelle parrocchie, rapimenti di suore, attacchi a villaggi costringendo le famiglie cristiane, e non, a fuggire e a nascondersi nelle montagne e foreste.

È passato un anno dal colpo di Stato.
Quanto andrà avanti ancora questa guerra civile?
Semplificando al massimo possiamo dire che ci sono due gruppi, i civili e i militari. Entrambi vogliono controllare il Paese, ma nessuno dei due vuole cedere e arrendersi. In questo momento una negoziazione non è concepibile.
Tutti pregano per la pace e affinché questa crisi politica si risolva, ma ci vorrà tempo per ricostruire il Paese e soprattutto lo spirito delle persone.

QUARESIMA DI FRATERNITÀ

Oltre alla preghiera invitiamo a sostenere il progetto missionario presentato dal Gruppo Missionario della Comunità Pastorale ci mette innanzitutto in comunione con le loro chiese e la loro gente.
Noi tutti sappiamo quanto lavorino i nostri missionari – preti, religiosi, religiose – in profonda solidarietà con la vita delle popolazioni alle quali sono mandati. A questo loro impegno noi vogliamo continuare a non sentirci estranei, e la proposta quaresimale è un modo molto concreto di prendervi parte. 
Quanto raccolto nella quaresima di fraternità consentirà alla nostra Comunità Pastorale di sostenere le iniziative delle Suore missionarie della Congregazione delle Suore di Carità dette di Maria Bambina nello Stato di Kayah, dove svolgono la missione cercando di alleviare le sofferenze della popolazione, nei vasti campi dell’evangelizzazione e di farci così vicino, attraverso di loro, a tanti fratelli sparsi nel mondo.

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Preghiera per la Pace
di PAPA FRANCESCO.

Signore Dio di pace, ascolta la nostra supplica! 
Apri i nostri occhi e i nostri cuori

e donaci il coraggio di dire: mai più la guerra!  
Infondi in noi il coraggio di costruire la pace.    
Tieni accesa in noi la fiamma della speranza  
per compiere con paziente perseveranza 
scelte di dialogo e di riconciliazione, 
perché vinca finalmente la pace.

Amen         

COMUNITA´ PASTORALE S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE
Parrocchie:
Cuore Immacolato di Maria – Madonna di Lourdes 
S. Maria Assunta – Sacro Cuore di Gesù
SS. Pietro e Paolo – S. Giuseppe Artigiano
LISSONE

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