Nel quotidiano la Salvezza – Don Tiziano Vimercati – Parroco.

Don Tiziano Vimercati – Parroco

L’umanità al tempo di Noè: Mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti.

L’umanità al tempo di Lot: Mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti.
Sono parole di Gesù, nel brano di vangelo Luca, letto nella liturgia di oggi. Parole che intendono ricordarci che già in questa vita, dove si mangia e si beve, si realizza il giudizio di Dio e dunque, in realtà, la salvezza. La vita eterna l’abbiamo già iniziata, non la stiamo solo attendendo.
Può succedere di tutto attorno a te, il male dilaga, l’ingiustizia e la corruzione sono dappertutto, i poveri soffrono, e tu niente, continui la tua vita, nulla ti scalfisce.

Ciò dovrebbe risvegliare in te l’indignazione perché come uomo e cristiano non puoi accettare che il male colpisca te e i tuoi fratelli, e tu invece te ne stai in silenzio.

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Ciò che chiama ad una assunzione di responsabilità sembra spingerti invece verso l’indifferenza, a una rassegnazione che sa di acido, o alla illusoria ricerca di una salvezza individuale.
Se penso a certe invettive dei profeti, ma anche all’esempio di Gesù, mi sembra che sia necessario di fronte al male e all’ingiustizia verso i poveri, sapersi indignare, avere il coraggio di esporsi, non tanto per noi stessi, ma per gli altri.
Sarebbe un perfetto stile evangelico che ci ricorda che “Nessun uomo è un’isola” ma siamo parte di una comunità perché il Signore ha fatto di noi un popolo.

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Oggi, nella parrocchia prepositurale dei Santi Pietro e Paolo, celebriamo la festa patronale.
È l’occasione per riscoprirci, e gustare la bellezza, di essere una comunità cristiana e di porci una domanda: che cosa è irrinunciabile, qual è il volto genuino di una comunità?
La prima caratteristica: la comunità esiste perché è il Signore che l’ha voluta e nasce dall’amore di Gesù in croce.
Se siamo chiesa è perché Gesù ci ha radunati, e ci raduniamo nel suo nome.
Non siamo una compagnia di buoni amici che hanno qualche interesse in comune, o che si ritrovano perché stanno bene insieme.
Al centro ci sta Gesù e a Lui, Lui solo, dobbiamo guardare, è la sua vita che deve diventare la vita della chiesa, e il linguaggio usato è il suo.
La Chiesa deve sempre seguire Gesù, essere autentica perché ama la logica da cui è nata, che è quella della croce, perdere le pretese di fare della chiesa una comunità come le altre, con le logiche umane dell’efficientismo, di un progresso fine a se stesso, o con l’inganno di voler essere “alla moda”.

Ecco la seconda caratteristica: la comunità cristiana vive della stessa vita di Gesù.
Coerente tra ciò che annuncia e ciò che vive.
Consapevole che l’unico annuncio e l’unica verità da proporre e difendere è semplicemente il Vangelo.

Con la fatica di capirlo e di viverlo nella realtà del nostro tempo.
Una chiesa che accoglie tutti, ricchi e poveri, sani e malati, santi e peccatori.
Una chiesa che invita ad abbattere i muri, e a costruire ponti dove ci si possa incontrare.
Una chiesa che ci aiuta a sperimentare la gioia del perdono perché Gesù non temeva di stare in compagnia dei peccatori e per loro c’era sempre la disponibilità al perdono.
Nella chiesa, anche chi ha sbagliato, può e deve trovare misericordia e accoglienza.
Il perdono è una grande cosa: per essere migliori e superare gli errori compiuti penso aiuti di più sentirsi amati e perdonati che non aver “pagato” un debito o aver subìto una punizione.

Si ama di più quando ci si sente amati e perdonati, è difficile amare quando non si riceve nulla in cambio (anche se, come Gesù, dobbiamo arrivare anche ad amare i nemici e a rinunciare a pretendere qualcosa in cambio), è difficile amare per forza.
Ciò di cui ha più bisogno oggi la chiesa è lo sguardo profetico, quella capacità di non adattarsi allo spirito del mondo, di non cercare impossibili compromessi con i desideri delle cose terrene.

Una chiesa che ha il coraggio, anche a costo di rimanere sola, di richiamarsi sempre al vangelo, di considerarsi sempre serva e mai padrona, di inchinarsi e abbracciare i poveri, di indignarsi di fronte alle ingiustizie.

Come ci ricorda San Paolo scrivendo ai Galati, sempre nella seconda lettura della liturgia di oggi: Fratelli, vi dico: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne.

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O Signore,
tu che con la tua luce
illumini le nostre vite,
tieni viva in noi la fiamma di fede
accesa nei nostri cuori
così anche noi sapremo
essere luce in questo mondo.

COMUNITA´ PASTORALE S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE
Parrocchie:
Cuore Immacolato di Maria – Madonna di Lourdes 
S. Maria Assunta – Sacro Cuore di Gesù
SS. Pietro e Paolo – S. Giuseppe Artigiano

SS. Giuseppe e Antonio Maria Zaccaria
LISSONE

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