Domenica 24 settembre 2023: Oratori in Festa, sono “PIENI DI VITA”

Quale oratorio 2023-2024 ci attende? In questo anno oratoriano, che inizierà Domenica 24 settembre 2023, siamo chiamati a educare e a dare testimonianza ai più giovani del dono che abbiamo ricevuto, affinché ognuno possa incontrare il Signore Gesù, l’unico che è PIENO DI VITA e dal quale possiamo ricevere la “pienezza di vita” che trasforma la nostra esistenza.

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Pubblichiamo l’invito di Don S. Guidi, Resp F.O.M. per questo giorno di Festa Oratoriana di inizio anno oratoriano 2023.

uno degli elementi sicuramente più caratteristici dell’oratorio è la festa.
Lo possiamo capire a partire dal dato quantitativo.
ln effetti in oratorio si fanno tante feste.
Anche perché quasi tutto quello che si fa in oratorio è accompagnato da toni festosi e gioiosi. Il messaggio è chiaro: la Chiesa è un’esperienza piena di gioia, perché nella Chiesa incontriamo Dio e anzi — abitiamo e viviamo con Lui.
Quindi: festa.
Vogliamo dedicare qualche riflessione,  quella che viene comunemente viene detta – appunto – Festa dell’Oratorio. È la festa con cui ogni oratorio inizia il suo percorso annuale. Già questa è una cosa molto bella: si inizia dalla festa.
A nostro avviso, si tratta di una esperienza veramente educativa. Che non deve essere squalificata cogliendone soltanto il suo lato superficiale.

La Festa dell’Oratorio infatti è un attivatore di idee, di relazioni, di decisioni.
Richiede preparazione attenta, capacità di pensare e di comunicare un messaggio forte; e poi grande impegno di coinvolgimento, trovando per ciascuno una possibilità e modalità di espressione; e poi ancora invito alla responsabilità ecclesiale e sociale.
La Festa di apertura degli Oratori non serve a celebrare le glorie dell’Oratorio o i suoi avvenimenti principali.
Deve rispondere sempre a queste due domande: Per chi facciamo Festa?
Quale messaggio vogliamo comunicare con questa festa?
Ci sarebbe effettivamente anche una terza domanda: Con chi vogliamo fare festa?
Queste tre domande insieme attivano la nostra ricerca e innescano il processo. Si parte da cui, per organizzare poi tutto il resto.

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Ma vogliamo condividere un altro pensiero.
Il Vangelo ci chiede di non essere ingenui. Impostare le cose nel modo giusto è indispensabile.
E tuttavia non è sufficiente.
Perché – anche nel Vangelo – la Festa se da una parte viene descritta come una grande esperienza di rivelazione di DIO, dall’altra non è mai del tutto sgombra dall’ombra di qualche ambivalenza.
Alle nozze di Cana viene a mancare il vino.
In un altro racconto gli inviatati non si presentano, accampando un’infinità di scuse improbabili.
Proprio nel bel mezzo dell’Ultima Cena i discepoli discutono tra loro su chi sia il più grande, e chiedono a Gesù i primi posti. In un’altra occasione si dice di come i farisei criticano Gesù, che ama banchettare coi pubblicani, i peccatori pubblici e le prostitute.
E infine, la famosa cena dell’Unzione di Betania, con Giuda che grida allo scandalo e riprende stizzito Gesù  per aver approvato il gesto d’amore di quella donna che spreca su di Lui tutto il vaso di profumo di nardo, dal valore incalcolabile.

Così, per analogia, anche la Festa dell’Oratorio può provocare in alcuni reazioni molto strane, che sembrano perfino contraddire le ragioni per cui facciamo festa.
Bisogna stare attenti e non diventare ingenui.
Spesso la Festa dell’Oratorio ha un centro nella celebrazione del mandato Educativo. Chi partecipa alla Festa riceve una Missione.
È un messaggio potentissimo.
L’Oratorio non organizza la Festa per dimenticarsi della realtà ma per disporsi a servirla!
Per crescere insieme nella particolare sensibilità spirituale che ci fa interpretare la vita dei ragazzi e degli adolescenti come un appello, una chiamata che ci viene rivolta.
Educare in Oratorio non è un gesto di beneficenza ma una scelta vocazionale.
La Festa invita alla scelta, a scelte “ piene di vita.”

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