In Prepositurale – Domenica 14 aprile: Festa del CROCIFISSO.



Gesù muore in croce per donare la vita. Nessuna paura se, per seguire Cristo, dobbiamo prendere ogni giorno la nostra croce. La croce non significa spiritualità del dolore, ma apertura alla risurrezione. È la croce che ci caratterizza come cristiani e che ci introduce nel gaudio della risurrezione.

Cari Amiche ed Amici,
nei due termini della Festa di Domenica 14 Aprile 2024 – Festa del Crocifisso – c’è tutto il paradosso cristiano in quanto essi sembrano uno la negazione dell’altro. 
Infatti, che senso può avere celebrare una festa  in una società che  cerca appassionatamente  ogni genere di “confort”, la comodità e il massimo benessere? 
Più di una persona si chiederà come sia possibile ancora fare la Festa del Crocifisso. 
Dobbiamo continuare ad alimentare un cristianesimo centrato sull’agonia del Calvario e nelle piaghe del Crocifisso?  
Il Crocifisso che accoglie la sua croce trasforma la propria sofferenza in dono gratuito per gli altri,  non si tira indietro quando si tratta di soffrire per gli altri!

“Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”: Gesù è morto sulla croce per noi, per insegnarci ad amare, a perdonare, a donare.
Ci sono tanti crocifissi nella nostra esistenza. Ci sono i crocifissi delle guerre.
Ci sono i crocifissi della società che schiaccia i più deboli.
PAPA FRANCESCO insiste nel renderci attenti e vigilanti nei confronti della società ‘ dello scarto’. 
Si scartano i bambini e i giovani
che spesso nelle famiglie di oggi diventano un giocattolo. Quante persone avanzano il diritto al figlio ad ogni costo, come se fosse possibile avere il diritto di possedere un’altra persona, trasformando i figli da dono in diritto.
Poi, per lo stesso diritto fondato su una pseudo libertà, molti bambini diventano vittime di separazioni selvagge e troppo facili di coppie che si qualificano di moderne.
Quanti bambini crocifissi dall’egoismo dei genitori nei nostri giorni.
Si scartano gli anziani, perché con l’età gli anziani iniziano a non capire più niente, magari puzzano un po’, sono solo un costo, e la loro dignità è ridotta a quello che sono capaci di fare. Quanti anziani crocifissi dall’abbandono dei loro figli! Sono crocifissi della società i poveri, i nuovi poveri delle nostre città che non arrivano alla fine del mese e vivono nell’affanno quotidiano.
E li crocifiggiamo noi ogni volta che dimentichiamo l’obbligo della solidarietà!
Prendere la propria croce in una società di crocifissi significa spendersi per amore loro, in sentieri che creano scomodità, dolore, e lotta contro chi schiaccia!
Prendo la mia croce in un mondo di crocifissi quando non ho più paura, per loro, di farmi crocifiggere. È quello che ha fatto Gesù per noi: eravamo crocifissi dal peccato, e per noi si è fatto crocifiggere alla croce! Come cristiani dobbiamo imitare Gesù!
È questo amore che oggi esaltiamo, non il dolore che essa porta con sé.
Oggi esaltiamo l’amore donato, lo poniamo in alto nelle nostre scelte, appeso alle nostre case perché irradi, con la sua logica, tutta la nostra vita.
Scoprire la grandezza del Crocifisso è percepire la forza liberatrice racchiusa nell’amore quando è vissuto in tutta la sua profondità.
Nel Crocifisso c’è tutto: il dolore dell’uomo e l’amore di Dio. 
I Crocifissi che i nostri antenati hanno innalzato ai crocicchi di alcune strade lissonesi, o sulle vette delle nostre montagne alpine, indicandoci il cielo, ci ricordino la celebrazione della Festa del Crocifisso: esaltazione dell’amore.  
Fermiamoci oggi dinanzi al Crocifisso e in silenzio fissiamo quel Legno con Gesù, e aspettiamo che ci parli.
 
Il cristiano ai piedi della croce deve chiedere a Dio il dono della speranza che ebbe Maria ai piedi della croce, ossia che il dolore e la morte non avranno mai l’ultima parola.
Chiediamo davanti al Crocifisso il dono della speranza!
Guardiamo la croce di Gesù e chiediamo di donare totalmente la nostra vita in difesa del bene che viene da DIO e il dono della speranza che di fronte al dilagare di tanto male ci rassicura che sarà il bene di Cristo a vincere.

EDITH_STEIN_UFFICIALE_1_m

Preghiera per la Comunità Pastorale

I commenti sono chiusi.