Alpinisti dello Spirito – Don Marco Lodovici – Prevosto.

Cari fratelli e sorelle,
questo weekend si monta il campeggio a Valgrisenche.

È un servizio significativo che apre alla possibilità per tanti bambini e ragazzi di vivere questa esperienza straordinaria.

Mentre ringrazio tutti i volontari rileggo col cuore le tante esperienze vissute e provo a mettere in luce alcuni doni ricevuti.
Ho scelto come titolo “alpinisti dello Spirito” e un’immagine che mi riporta alla maglietta e al libretto del 1993, anno del primo campeggio che ho organizzato da prete.
Da quell’anno con elementari, medie, adolescenti, giovani e famiglie ho vissuto circa un’ottantina di esperienze di vita comune in montagna.

È bello anzitutto condividere il cammino.
Quando fai catechismo, condensi l’incontro con i ragazzi in un’ora o poco più, qui condividi un pezzo di vita e questo crea legami profondi.

Scommetto che tanti leggendo queste parole si ritroveranno perché hanno provato la stessa esperienza e hanno costruito amicizie che sono rimaste per tutta la vita.
In montagna poi ci si può fermare rispetto ai ritmi di vita frenetici di sempre e alzando lo sguardo si può ammirare panorami stupendi.

Lo stupore di fronte alla natura apre il cuore alla preghiera.
Quante volte camminando su un ghiacciaio, guardando una stellata di notte, celebrando la Messa su qualche cima ho percepito la presenza di Dio in modo speciale e ho visto anche tanti ragazzi commuoversi.

Il campeggio è anche luogo dell’essenziale, non ci si può portare dietro tutte le comodità perché non ci stanno e nello zaino pesano ma insieme occorre portarsi il necessario perché se si cammina senza scarponi si rischia di farsi male seriamente e se non si porta la borraccia e si rimane senza acqua, proseguire diventa difficile.
Abituati ad avere tutto è importante ogni tanto chiedersi: “cosa ci serve davvero?”

Vivere insieme l’esperienza del campeggio chiede di imparare a fare la propria parte.
Non sei servito di tutto, ad ognuno è chiesto di collaborare, di mettere le proprie capacità a disposizione degli altri così come ci ha insegnato Gesù: “io sono in mezzo a voi come colui che serve”.

Concludo citando un canto scout: “danza la vita” che mi è molto caro per averlo cantato tante volte tra le montagne.
Una frase dice “la fatica aiuta a crescere”!

Quanti ragazzi ho accompagnato sulle montagne che si lamentavano del percorso.

Eppure quanto è prezioso saper stringere i denti per raggiungere un obiettivo.


Spesso li ho visti contenti della meta e del panorama raggiunto
ed è bello vedere che, a distanza di anni, molti tornano sulle stesse montagne e mandano messaggi di ricordi significativi.
Passi fatti che mi hanno rivelato un tesoro prezioso.

Preghiamo e impegniamoci perché sia così per tanti altri ragazzi!


DANZA LA VITA
Canta con la voce e con il cuore
Con la bocca e con la vita
Canta senza stonature
La verità… del cuore.
Canta come cantano i viandanti
Non solo per riempire il tempo
Ma per sostener lo sforzo
Canta e cammina.

Se poi, credi non possa bastare
Segui il tempo, stai pronto e
danza la vita al ritmo dello spirito
Danza, danza al ritmo che c’è in te
Danza la vita al ritmo dello spirito
Danza, danza al ritmo che c’è in te

Cammina sulle orme del SIGNORE
Non solo con i piedi ma
Usa soprattutto il cuore
Ama… chi è con te

Cammina con lo zaino sulle spalle
La fatica aiuta a crescere
Nella condivisione
Canta e cammina

Se poi credi non possa bastare
Segui il tempo, stai pronto e

danza la vita al ritmo dello SPIRITO
Danza, danza al ritmo che c’è in te
Danza la vita al ritmo dello SPIRITO
Danza, danza al ritmo che c’è in te.

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