Appuntamento – Venerdì 14 novembre 2025, ore 21 – La PACE nell’Orizzonte Geopolitico Mondiale: I fronti Russo-Ucraino e Israelo-Palestinese – In dialogo con Giuseppe Caffulli e Fulvio Scaglione – Moderatore Omar Porro

Oggi la PACE non può essere considerata un punto di arrivo definitivo, ma un processo in continua evoluzione, influenzato da molteplici fattori: politici, economici, culturali e religiosi.

Data:
10 Novembre 2025

Oggi la PACE non può essere considerata un punto di arrivo definitivo, ma un processo in continua evoluzione, influenzato da molteplici fattori: politici, economici, culturali e religiosi.


Care lettrici e cari lettori,
venerdì 14 novembre 2024 promosso dalla Comunità Pastorale, dalle Associazioni Culturali Circolo Don Bernasconi, Alessandro Galimberti, Athena, BBC Milano ed il patrocinio e contributo del Comune di Lissone si svolgerà presso l’Auditorium del Palazzo Terragni una serata sul tema: La PACE nell’orizzonte geopolitico mondiale. I fronti russo-ucraino e israelo-palestinese.

In un’epoca segnata da conflitti regionali, tensioni tra grandi potenze e minacce globali come il cambiamento climatico e le crisi migratorie, il tema della PACE assume una centralità assoluta nel dibattito pubblico e accademico.
In questo contesto si inserisce il dialogo tra Giuseppe Caffulli e Fulvio Scaglione, due autorevoli giornalisti e analisti esperti di questioni internazionali, con Omar Porro moderatore della serata.

Profili dei Relatori

Giuseppe Caffulli: Giornalista e scrittore, da anni si occupa di Medio Oriente e dialogo interreligioso.
Le sue analisi si concentrano sulle dinamiche sociali e politiche che attraversano i paesi del Mediterraneo e del Vicino Oriente.

Fulvio Scaglione: Giornalista di lungo corso, già vicedirettore di “Famiglia Cristiana”, esperto di Russia, Eurasia e questioni di sicurezza internazionale.
Ha seguito da vicino numerosi conflitti e processi di pace.

Omar Porro: Moderatore dell’incontro, giornalista e comunicatore, con una lunga esperienza nella gestione di dibattiti pubblici su temi di attualità e società, già giornalista de ‘Il Giornale di Monza’.

La Pace nell’Orizzonte Geopolitico Mondiale. Analisi dei Fronti Russo-Ucraino e Israelo-Palestinese

La PACE, da sempre, rappresenta una delle aspirazioni più alte dell’umanità, ma il suo raggiungimento rimane spesso ostacolato da tensioni geopolitiche, interessi economici e divergenze culturali.
Nell’attuale scenario internazionale, due fronti appaiono particolarmente critici: quello russo-ucraino e quello israelo-palestinese. Questi conflitti non solo mettono a dura prova la stabilità regionale, ma hanno anche profonde ripercussioni sul quadro geopolitico mondiale, influenzando alleanze, strategie energetiche e il sistema delle relazioni internazionali.

Il conflitto tra Russia e Ucraina affonda le sue radici nella storia complessa dell’Europa orientale, segnata da secoli di dominazione, migrazioni e rivalità.
L’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 e il sostegno ai movimenti separatisti nelle regioni orientali ucraine hanno rappresentato la scintilla che ha acceso una guerra prolungata, trasformando l’Ucraina in un campo di battaglia tra l’Occidente, rappresentato dalla NATO e dall’Unione Europea, e la Russia.

Il conflitto russo-ucraino ha rimodellato gli equilibri geopolitici globali, rafforzando la coesione dei Paesi occidentali nel sostegno a Kiev e portando a una serie di sanzioni economiche senza precedenti contro Mosca.
La Russia, dal canto suo, ha cercato nuove alleanze strategiche, soprattutto con la Cina e altri attori emergenti quali la Corea del Nord. Le ripercussioni si sono fatte sentire anche sul mercato energetico, con l’Europa costretta a diversificare le proprie fonti di approvvigionamento.

Nonostante numerosi tentativi di mediazione internazionale, tra cui i negoziati di Minsk e le iniziative di Paesi terzi, la pace tra Russia e Ucraina appare ancora lontana. Le condizioni poste dalle parti sembrano difficilmente conciliabili: l’Ucraina vuole il ripristino della propria integrità territoriale, mentre la Russia rivendica garanzie di sicurezza e il riconoscimento delle sue conquiste.
La diplomazia, tuttavia, resta l’unica via percorribile per scongiurare un’escalation che avrebbe conseguenze devastanti non solo per i Paesi coinvolti, ma per l’intera comunità internazionale.

Il conflitto israelo-palestinese: una crisi senza fine?

Il conflitto tra israeliani e palestinesi è uno dei più longevi e intricati della storia contemporanea. Le sue origini risalgono alla fine dell’Ottocento, con i primi movimenti sionisti e le successive ondate migratorie ebraiche in Palestina, allora parte dell’Impero Ottomano. La creazione dello Stato di Israele nel 1948 ha dato il via a una serie di guerre, esodi e violenze che si sono protratti fino ai giorni nostri, con una soluzione politica che sembra sempre più sfuggente.

Le ripercussioni del conflitto israelo-palestinese vanno ben oltre i confini della regione mediorientale. Ogni nuova escalation di violenza provoca reazioni a catena in tutto il mondo arabo e influenza le politiche delle grandi potenze, dagli Stati Uniti alla Russia, passando per l’Unione Europea. La questione palestinese resta un punto centrale per la stabilità della regione, alimentando tensioni religiose, ideologiche e geopolitiche.

Numerosi sono stati i tentativi di mediazione, come gli Accordi di Oslo, la ROAD MAP per la PACE e le più recenti iniziative multilaterali. Tuttavia, il permanere di questioni irrisolte—come lo status di Gerusalemme, i confini, il diritto al ritorno dei profughi palestinesi e la sicurezza di Israele—rende estremamente difficile la costruzione di una pace duratura.
La diffidenza reciproca, la frammentazione politica interna e il ruolo degli attori esterni complicano ulteriormente il quadro.

Tra il desiderio universale di pace e la sua realizzazione concreta permangono ostacoli spesso insormontabili.
Tuttavia, la storia insegna che nessun conflitto è eterno e che la perseveranza diplomatica, il coinvolgimento delle società civili e la volontà politica possono, anche nelle situazioni più complesse, aprire spiragli di speranza.
È proprio su questi sentieri impervi che si gioca il futuro dell’ordine mondiale e la possibilità di un domani più giusto e pacifico per tutta l’umanità e per tutti noi.

Gli accorati appelli di PAPA FRANCESCO, per porre fine a carneficine immani, trovano eco convinta in PAPA LEONE XIV°.
Il suo efficace richiamo, sin dal giorno dell’elezione, a una “ PACE DISARMATA E DISARMANTE” pone l’accento su condizioni e atteggiamenti profondi per percorrere sentieri di autentica pacificazione.
Organismi internazionali, corpi diplomatici, soggetti terzi di mediazione fra contendenti sanno che la via è stretta, ma percorribile.
Occorre tenacia realistica e volontà dialogica fino allo spasimo.
Quel dialogo come virtù civile è un fondamento per la costruzione della città dell’uomo.

La PACE ha bisogno di uomini e donne coraggiosi. Non la si ha a gratis. 
E proprio intorno a questa categoria del coraggio, tipica dei costruttori di PACE, che ruoteranno le riflessioni di Giuseppe Caffulli, Fulvio Scaglione moderate da Omar Porro.

Entrata libera fino ad esaurimento posti.




Angelo Santambrogio

Ultimo aggiornamento

15 Novembre 2025, 08:43