CONVERTITEVI – Don Marco Lodovici – Prevosto
Cari fratelli e sorelle,settimana scorsa la lettura del profeta Isaia si concludeva così: “nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza, nell’abbandono confidente sta la vostra forza” e nel vangelo abbiamo ascoltato le prime parole della missione pubblica di Gesù: “convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”.
Data:
6 Settembre 2025


Cari fratelli e sorelle,
settimana scorsa la lettura del profeta Isaia si concludeva così: “nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza, nell’abbandono confidente sta la vostra forza” e nel vangelo abbiamo ascoltato le prime parole della missione pubblica di Gesù: “convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”.
Vorrei fermarmi con voi a riflettere su questo invito: “convertitevi”.

Spesso questa parola ci fa pensare al cammino di chi, ad un certo punto della propria vita scopre la fede oppure a chi era credente e dopo un periodo in cui non ha più frequentato la Chiesa ritrova nella vita il Signore.
Per questo motivo molti Cristiani non si lasciano raggiungere da questo invito pensando che non hanno bisogno di convertirsi oppure usando quelle forme di anestesia che suonano così: “io non ho peccati”, “la mia vita va bene così”, “qualche momento di preghiera lo trovo, qualche gesto di carità lo faccio, mi sento a posto”.
Invece questa parola forte di Gesù con cui inizia la sua missione deve raggiungerci tutti: convertitevi!
La conversione non è solo il cambiamento totale della vita ma indica tutti quei passi più o meno grandi che possono permetterci di avvicinarci di più al Signore.
La meta della vita di ogni uomo è la comunione piena con Gesù, è la santità.
Una parola che alla nostra società che preferisce i compromessi alle scelte radicali, sembra esagerata ma che rimane il riferimento della vita.
Dunque siccome nessuno di noi può già considerarsi santo sentiamoci tutti in cammino.

Penso che anche la canonizzazione di questa domenica di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, giovani contemporanei, possa provocarci e possa essere un esempio stimolante.
In concreto iniziando il nuovo anno pastorale chiediamoci quali passi possiamo fare per vivere meglio la nostra preghiera. Interroghiamoci sulle nostre relazioni perché siano vissute nella comunione, pensiamo a quei gesti di carità e di disponibilità che possiamo vivere.
A volte quando pensiamo ai nostri peccati pensiamo solo a quello che abbiamo fatto di male e ci dimentichiamo delle “omissioni”, cioè di tutto quello che potevamo fare di bene e che non abbiamo fatto!
Troviamo un momento per fermarci in preghiera nelle nostre Chiese questa settimana, facciamo risuonare nel nostro cuore l’invito di Gesù: “convertitevi” e pensiamo ad uno o due passi da compiere per il nuovo anno pastorale.
Potrebbe essere un impegno in più o magari anche la cura della qualità di qualcosa che già facciamo nella nostra vita in modo superficiale e ripetitivo e che possiamo vivere meglio.



Ultimo aggiornamento
6 Settembre 2025, 08:03
Chiesa di Lissone