COSTRUIAMO LA COMUNITA’ – Don Marco Lodovici – Prevosto

Iniziando il nuovo anno pastorale mi piacerebbe condividere con voi alcune riflessioni per vivere un cammino insieme.

Data:
13 Settembre 2025

Iniziando il nuovo anno pastorale mi piacerebbe condividere con voi alcune riflessioni per vivere un cammino insieme.


Ho sottolineato tante volte che una Comunità Pastorale costituita da 7 Parrocchie di dimensioni consistenti e con presenze significative è una missione molto difficile che richiede il coinvolgimento di tutti, sia nel chiederci quali attenzioni avere, sia nel costruirla nel concreto. Non ho perciò la pretesa di dare spunti esaustivi ma solo alcune idee da condividere e far crescere.

Anzitutto dobbiamo dirci che costruire comunione è essenziale, che non si può vivere il vangelo da soli ma insieme.
Gesù manda i discepoli a due a due perché la parola dell’amore che annunciano si possa leggere nel concreto della loro testimonianza.
Annuncia il vangelo creando il gruppo dei dodici apostoli e anche loro dopo la morte e risurrezione di Gesù incominceranno a costruire comunità.
Se non c’è tensione a questo camminare insieme siamo fuori strada!

Centro della comunione è senz’altro l’Eucarestia domenicale.
Lì incontriamo il Signore che ci invita ad essere una sola cosa con Lui e tra di noi.
Dobbiamo chiederci se celebriamo e viviamo bene l’Eucarestia e se lì troviamo la forza per camminare insieme.

L’Eucarestia deve continuare nella vita di ogni giorno facendoci attenti gli uni agli altri. Il sagrato, l’oratorio, gli spazi della comunità devono diventare il prolungamento dell’Eucarestia domenicale come luogo in cui potersi incontrare.

Certo non è facile conoscersi tutti perché siamo tanti ma pensare a gruppi più piccoli che non siano chiusi ma che permettano di vivere relazioni è un passo importante.

Qualche volta corriamo il rischio di pensare alla Comunità pastorale come un “super-parrocchione” che metta insieme tutto ma con queste dimensioni rischiamo di lasciare fuori e di perdere l’attenzione verso molte persone.
Altre volte gli stessi collaboratori pastorali più vicini pensano solo alla loro Parrocchia senza accorgersi che molte attività non saranno presto più possibili e che sarà necessaria comunque una revisione.

Dunque quali scelte fare?
Occorre guardare le attenzioni di cui ha bisogno la comunità e poi chiedersi cosa è bene che si svolga a livello parrocchiale, cosa tutti insieme?
Ma sarà anche necessario chiedersi cosa è bene fare insieme in due o tre Parrocchie, creando più gruppi che tengano conto di quanto ho scritto precedentemente.

Questa sfida impegnativa è affidata a tutti ma in particolare al Consiglio pastorale.
Bisogna confrontarsi sulle necessità delle singole Parrocchie, sui gruppi presenti e sulle attività proposte perché questo permette già di conoscere la ricchezza che c’è nelle nostre comunità.
Bisogna chiedersi cosa manca, quali sono le priorità importanti, cosa è necessario lasciare in modo capillare in tutte le Parrocchie e cosa invece è meglio fare mettendo insieme le forze.
Soprattutto dobbiamo stare attenti al rischio di conservare l’esistente non perché serve ma perché si è sempre fatto così e di non tenere lo sguardo aperto oltre quelli che già vengono, perché siamo chiamati a vivere qui oggi la missione e l’evangelizzazione.
Mi piacerebbe che ognuno di noi, magari attraverso i rappresentanti che ogni gruppo e ogni parrocchia ha nel consiglio pastorale ci aiutasse a pensare alle priorità da concretizzare.

Sosteniamo con la preghiera questo discernimento.

Ultimo aggiornamento

13 Settembre 2025, 09:17