Dal 1 AL 3 maggio 2026 – FESTA PATRONALE al SAN GIUSEPPE ARTIGIANO.

Io penso, Giuseppe, che hai avuto più coraggio tu a condividere il progetto di Maria, di quanto ne abbia avuto lei a condividere il progetto del Signore.

Data:
27 Aprile 2026

Io penso, Giuseppe, che hai avuto più coraggio tu a condividere il progetto di Maria, di quanto ne abbia avuto lei a condividere il progetto del Signore.
Lei ha puntato tutto sull’onnipotenza del Creatore.
Tu hai scommesso tutto sulla fragilità di una creatura.
Lei ha avuto più fede, ma tu hai avuto più speranza.
La carità ha fatto il resto, in te e in lei. ( Mons. Tonino Bello )


Care lettrici e lettori,
San Giuseppe Artigiano, che, falegname di Nazareth, provvide con il suo lavoro alle necessità di Maria e Gesù e iniziò il Figlio di Dio al lavoro tra gli uomini.

Perciò il primo maggio, nel giorno in cui in molte parti della terra si celebra la Festa del Lavoro, la Parrocchia S. Giuseppe Artigiano ed i lavoratori cristiani lo venerano come esempio e patrono.
Il lavoro è una nobile attività dell’essere umano per mezzo del quale egli collabora a che la natura produca e aumenti le proprie risorse, si perfezionino, si moltiplichino e siano messe a disposizione di tutta l’umanità per il bene del lavoratore stesso e della sua famiglia.
È la forma di sviluppare le proprie facoltà e di sentirsi utili agli altri nella misura in cui il frutto del lavoro non debba essere accaparrato solamente dal protagonista del lavoro stesso.

La Chiesa nello stabilire la Festa di S. Giuseppe Artigiano nello stesso giorno della Festa del Lavoro non intende debilitare le giuste rivendicazioni dei lavoratori che devono poter lottare con mezzi legittimi per vedere soddisfatti i propri giusti diritti.
La Chiesa proponendo come modello al lavoratore S. Giuseppe e in definitiva Gesù, che con San Giuseppe – sua padre creduto (putativo) – ha trascorso la sua esistenza come lavoratore manuale e semplice artigiano, desidera elevare il nostro sguardo e aiutarci a vedere sempre nel lavoro la persona del lavoratore, secondo modello che Dio ci ha dato nel proprio Figlio e in colui che sulla terra fece le veci di padre: appunto San Giuseppe.

In questo modo impareremo a considerare sempre il lavoro non solo come un fattore di produzione, o come un elemento fondamentale della economia e dello sviluppo dei popoli, o come una ragione rivendicativa, ma impareremo a vedere nel lavoro, in primo luogo e in prima istanza, la persona di colui che lavora.
Questa festa, oltre a voler trasmettere la bellezza di fare comunità e la gioia che ne scaturisce, è anche un’occasione per dire a tutti che la fede in Gesù a noi dà vita e ci spinge a darci da fare per gli altri, a metterci a servizio della comunione delle persone, ad incontrarci per conoscerci.


APPUNTAMENTI

Gesù Signore,
tu che fosti lavoratore
con il giusto Giuseppe,
tu che conoscesti la fatica
e il sudore del lavoro,
tu che sai quanto sia doloroso
esserne senza,
tu che conosci le umane paure
dell’incerto domani,
guarda a noi tuoi poveri figli
angustiati dal lavoro che manca.
Tu che per starci sempre vicino
ti sei fatto pane e vino,
santi doni, nostra consolazione,
soccorri i nostri bisogni,
insegnaci ad amare il nostro lavoro,
dona di capire che è tuo dono,
dona di trovare in esso santificazione,
dona speranza a chi non lo trova,
dona forza quand’esso è fatica,
dona gioia al giusto compenso,
dona pace a chi teme il futuro.
Amen.

Ultimo aggiornamento

4 Maggio 2026, 07:37