LASCIATI AMARE – Don Marco Lodovici – Prevosto
Cari fratelli e sorelle, in questa domenica la Parola di Dio ci fa riflettere sul miracolo della Risurrezione di Lazzaro.
Data:
21 Marzo 2026


Cari fratelli e sorelle,

in questa domenica la Parola di Dio ci fa riflettere sul miracolo della Risurrezione di Lazzaro.
Al cuore del racconto c’è certamente la potenza di Dio capace di far tornare un uomo in vita, ma ancora di più possiamo leggere l’amore profondo di Gesù per Lazzaro e le sue sorelle.
Gesù decide di tornare in Giudea nonostante i discepoli gli ricordino: “Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?”.
Nell’incontro con Marta e Maria e davanti al sepolcro di Lazzaro l’evangelista Giovanni si sofferma sulla commozione profonda di Gesù e sul turbamento interiore che fa dire alla gente: “vedi come lo amava”. Da qui la frase di riferimento per questa settimana: “lasciati amare”.

L’amore di Gesù è un amore così grande che arriva a dare la vita e a donarti la vita.
Ed è fondamentale riflettere su questo per non correre il rischio di ridurre la nostra fede a moralismi o a una serie di cose da fare.
Io non sono Cristiano solo perché vado a Messa, mi confesso, prego e faccio dei gesti di carità ma soprattutto perché ho scoperto che Dio mi ha amato così tanto che nel suo Figlio Gesù ha dato la sua vita per me.
Allora vivo la Messa, i Sacramenti e la preghiera col desiderio di stare con Lui, compio gesti di carità perché capisco che l’amore che ho ricevuto non posso trattenerlo per me, ma diventa un amore che continua a donarsi.

“Lasciati amare” è il vero motore della vita cristiana altrimenti pian piano ci si perde e si diventa persone che vivono il Cristianesimo solo per dovere, per tradizione oppure lo rifiutano.
Mettiamoci davanti a questa pagina di Vangelo anche noi, scegliamo un posto dove collocarci: con i discepoli, nella casa di Betania oppure davanti al sepolcro di Lazzaro tra la folla e pensiamo che quel pianto di Gesù è l’amore per ciascuno di noi e che la sua forza sostiene la nostra vita e i nostri passi: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno”.

PAPA LEONE XIV° lo ha sintetizzato così: Dio ci ha salvati mostrandosi a noi, offrendosi come nostro compagno, maestro, medico, amico, fino a farsi per noi Pane spezzato nell’Eucaristia.
E per compiere quest’opera si è servito di uno degli strumenti di morte più crudeli che l’uomo abbia mai inventato: la croce.
Per l’amore immenso con cui Dio, abbracciandola per la nostra salvezza, l’ha trasformata da mezzo di morte a strumento di vita, ci ha insegnato che niente può separarci da Lui e che la sua carità è più grande del nostro stesso peccato.
Chiediamo allora, per intercessione di Maria, la Madre presente al Calvario vicino al suo Figlio, che anche in noi si radichi e cresca il suo amore che salva, e che anche noi sappiamo donarci gli uni agli altri, come Lui si è donato tutto a tutti.



Ultimo aggiornamento
21 Marzo 2026, 08:36
Chiesa di Lissone