LASCIATI GUARDARE – Don Marco Lodovici – Prevosto

Cari fratelli e sorelle, in questa seconda domenica di Quaresima ci fermiamo a riflettere sul vangelo dell’incontro di Gesù con una donna samaritana al pozzo di Giacobbe a mezzogiorno.

Data:
28 Febbraio 2026



Cari fratelli e sorelle,
in questa seconda domenica di Quaresima ci fermiamo a riflettere sul vangelo dell’incontro di Gesù con una donna samaritana al pozzo di Giacobbe a mezzogiorno.

“Lasciati guardare” dal Signore è l’invito che riceviamo. In questo brano ci sono diversi modi di guardare l’altro e anche noi che leggiamo, possiamo avvicinarci a questo incontro in modo diverso.

È facile avere pregiudizi e dare giudizi.
Gli stessi discepoli non fanno domande a Gesù ma sono meravigliati di aver trovato il loro maestro parlare con una donna samaritana.
È una donna che viene da un paese nemico, ha un vissuto “discutibile”, è da sola al pozzo con Gesù.

Cosa sarà passato nella testa dei discepoli?

Poi c’è lo sguardo della donna.
Ha scelto di andare a prendere l’acqua al pozzo in un’ora insolita e decisamente scomoda.
Il caldo avrebbe aumentato la fatica ma probabilmente si sarebbe trovata da sola evitando gli sguardi e i commenti di altri sulla sua vita.

Al centro però oggi vogliamo mettere lo sguardo di Gesù.
Va al pozzo e si ferma per incontrare questa donna.
Dialoga con lei facendo verità nella sua vita: “Hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è il tuo”, ma senza condannarla, anzi proponendo a lei “l’acqua viva quella che zampilla per la vita eterna”.
Gesù dice che anche lei può scoprire l’amore vero ciò che riempie di senso l’esistenza.
Così la donna samaritana ritrova la forza di rimettersi in gioco.

Era andata al pozzo a mezzogiorno per non incontrare nessuno.
Ora va decisa dai suoi compaesani invitandoli a venire ad incontrare Gesù, “un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto”, ma soprattutto un uomo che non l’ha giudicata ma vuole donarle l’acqua viva, la forza del suo Spirito.

Lasciamo che lo stesso sguardo di Gesù oggi raggiunga anche noi.
Uno sguardo che ci faccia sentire toccati dal suo infinito amore per noi che rende vera e piena tutta la nostra esistenza ma insieme che faccia verità sulla nostra vita facendoci riconoscere i nostri peccati e spingendoci a far conoscere a tutti l’amore del Signore. 

A proposito di sguardi, parole e giudizi ricordo il suggerimento con cui PAPA LEONE XIV° ha aperto la Quaresima 2026: “…vorrei invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo.
Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie.
Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane.
Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”.

Ultimo aggiornamento

28 Febbraio 2026, 08:39