OPERATORI DI PACE – Don Marco Lodovici – Prevosto
Cari fratelli e sorelle,ho il desiderio di fare qualche riflessione con voi sul tema della pace, consapevole che si sono scritti fiumi d’inchiostro in questi giorni, che si è detto di tutto e il contrario di tutto.
Data:
11 Ottobre 2025


Cari fratelli e sorelle,
ho il desiderio di fare qualche riflessione con voi sul tema della pace, consapevole che si sono scritti fiumi d’inchiostro in questi giorni, che si è detto di tutto e il contrario di tutto.
Però come Parroco della Comunità sento che non possiamo stare in silenzio e che questo confronto è importante.

Gesù ci dice “beati gli operatori di pace”.
Qualche volta noi scambiamo questa beatitudine con il non dare fastidio a nessuno o con l’essere uomini e donne pacifici.
Qui però Gesù ci chiede di operare la pace, di darsi da fare perché questa pace si realizzi.
Il primo invito importante è quello alla preghiera per la pace, perché il Signore ci aiuti a cambiare il cuore a partire dal mio e dal nostro cuore.
Solo un cuore che coltiva la pace interiore può portare pace.
Per questo l’annuncio di Gesù Risorto ai discepoli: “pace a voi” è anzitutto il dono della sua presenza che dona la pace del cuore.
La violenza porta altra violenza, non costruirà la pace e anche una pace basata sulla paura e sulla costrizione potrà andare avanti per un po’ ma non sarà duratura.
Un secondo invito è quello ad informarsi, a cercare di capire.
Non è facile. C’è il rischio di non voler sapere niente, per paura oppure perché ci stiamo abituando a vivere in questa situazione di guerra.
C’è anche il rischio di “bere” tutte le notizie che ci arrivano senza spirito critico.
Credo che ci voglia molta umiltà, bisogna accettare la fatica di ascoltare, riconoscere che la situazione è complessa e resistere al bombardamento dei tanti che parlano, anzi gridano, ritenendo di sapere sempre tutto e di avere solo loro la verità in tasca.
Occorre anche evitare le strumentalizzazioni di chi vuole tirarti a tutti i costi dalla propria parte.
La pace è preziosa per tutti.
Non è la priorità solo di un gruppo o di un partito.
È un bene che ci deve unire e non dividere.

Un terzo invito è quello di costruire comunione e di vivere insieme questo desiderio di pace.
A proposito della mobilitazione di questo periodo condivido le parole del Cardinal Pizzaballa: “Le cose estreme le lascerei da parte. Gli idioti ci sono sempre ma non rappresentano la bellezza della stragrande maggioranza della popolazione.
Vedo una mobilitazione trasversale, e credo sia un aspetto importante da tenere in considerazione. Le immagini che arrivano da Gaza hanno risvegliato e fatto emergere qualcosa che abita la nostra coscienza, la dignità delle persone, dei diritti, della vita. Lo vedo come qualcosa di molto positivo, da valorizzare e da orientare bene.
Crea anche un senso di comunità, di unità sulle cose importanti della vita che hanno accomunato tante persone, al di là degli estremisti”.
Il desiderio di aiutare chi sta soffrendo deve far crescere il desiderio di comunità, la voglia di camminare insieme.
Pensiamo e attiviamoci per aiuti concreti alle popolazioni che soffrono in guerra, anche per forme di resistenza, di denuncia e di boicottaggio, sapendo però che esse nel nostro mondo globalizzato sono molto difficili da realizzare.

Il quarto invito è quello di guardare alla propria vita personale.
A volte ci scandalizziamo di quello che succede in Ucraina e a Gaza ma poi non riusciamo a far pace nelle nostre famiglie, siamo in lite con i parenti, ci arrabbiamo sempre alle riunioni di condominio.
Credo che possiamo fare qualcosa a partire dalla nostra vita di tutti i giorni per cambiare questo mondo.
Mettiamoci d’impegno.



Ultimo aggiornamento
11 Ottobre 2025, 10:08
Chiesa di Lissone