PIER GIORGIO FRASSATI – Santo: Una valanga di vita
Il fascino di un’esistenza piena tra amicizia, impegno e fede.
Data:
1 Settembre 2025

Il fascino di un’esistenza piena tra amicizia, impegno e fede.
Care sorelle cari fratelli,
siamo nel 1925; Pier Giorgio Frassati aveva appena ventiquattro anni e Pio XI° – PAPA RATTI di Desio – aveva indetto l’Anno Santo della Pace.
In una delle sue numerosissime lettere, Frassati scriveva: “Il Vicario di Cristo ha aperto le Porte Sante, io stendo a te il ramo di Ulivo segno della Pace. Al tuo ritorno troverai Robespierre mutato; ed infatti mi sono preparato all’Anno Santo nell’Avvento leggendo sant’Agostino, lettura però che non ho ancora ultimato, ma da cui ho riportato un immenso gaudio, una gioia profonda che finora purtroppo non era arrivata all’anima mia. Anche mi do agli studi letterari; sto leggendo Testimonianze di Papini e poi passerò agli studi filosofici, se troverò una buona traduzione dell’opera di san Tommaso D’Aquino. Vedi i progetti per l’Anno Santo sono grandiosi. Così credo di aver trovato il modo migliore per alternare lo studio noioso di Tecnologia meccanica con dilettevoli letture (…) L’anno è incominciato bene, dopo aver brindato con i miei mi sono recato ai SS. Martiri; là nella chiesa stipata di gente, abbiamo pregato perché sia Pace all’Italia e Pace a noi. E questa Pace, che è ardente desiderio di tutti noi venga quest’anno in cui le Grazie del Signore si moltiplicano” (4 gennaio).
La lettera era indirizzata a Franz Massetti che diventerà poi sacerdote.
Pier Giorgio Frassati, è figura luminosa del Novecento italiano, incarna il prototipo del giovane cristiano moderno: innamorato della vita, aperto all’amicizia, impegnato nella società e radicato nella fede.
Con il Beato CARLO ACUTIS il prossimo 7 settembre 2025, verrà proclamato SANTO, suggellando un cammino che ha ispirato generazioni di giovani e adulti.
La sua esistenza, paragonata a una “valanga di vita”, si è manifestata nella concretezza delle scelte quotidiane, nella capacità di coinvolgere gli altri e nel desiderio di costruire un mondo più giusto.

Nato a Torino nel 1901, Pier Giorgio cresce in una famiglia benestante, ma il suo sguardo è rivolto ai più poveri e agli ultimi. Appassionato di alpinismo, trova nelle montagne un luogo privilegiato per incontrare Dio e rafforzare i legami di amicizia.
Il suo amore per la natura si tramuta in metafora dell’ascesa spirituale: “Verso l’alto” diventa il suo motto, a testimonianza di una continua ricerca di senso e di bellezza.
Pier Giorgio non è mai solo.
Attorno a lui si raccoglie un gruppo di amici, i cosiddetti “Tipi loschi”: giovani accomunati dalla voglia di vivere con autenticità, tra scherzi, studio e preghiera.
La sua vita religiosa, segnata dalla devozione a Maria (gli fu carissima la Madonna nera del Santuario di Oropa), dalla frequentazione quotidiana dell’Eucarestia, fu solida anche nei momenti più difficili, come una roccia delle sue amatissime montagne.
Una fede condivisa nell’amicizia cristiana, come cardine essenziale, che approderà alla fondazione della Compagnia dei Tipi Loschi, oggi diffusa in più parti nel mondo, amicizia che ha come fattore essenziale di coesione e di alimento, malgrado le pur avvenute lontananze, in qualche modo inevitabili nello scorrere della vita, la preghiera l’uno per l’altro.
Scrive su questo all’amico Isidoro Bonini il 15 gennaio 1925: “Purtroppo ad una ad una le amicizie terrene producono al nostro cuore dolori per l’allontanamento di coloro che amiamo, ma io vorrei che noi giurassimo un patto che non conosce confini terreni né limiti temporali: l’unione nella preghiera”.
Quell’amicizia, lungi dall’essere fine a sé stessa, diventa il terreno fertile per un impegno missionario concreto.
Insieme si dedicano agli ammalati, ai bambini poveri, a chiunque abbia bisogno di una mano.
L’allegria e la generosità del gruppo sono contagiose: “Dare senza misura”, come diceva spesso Pier Giorgio, è lo stile che li contraddistingue.
Frassati non si limita all’aiuto caritativo: sente forte il dovere di incidere nella realtà.
Partecipa attivamente all’Azione Cattolica, alla FUCI (Federazione Universitari Cattolici Italiani) e sostiene i valori cristiani anche in ambito politico, con uno spirito profetico e coraggioso. Denuncia le ingiustizie sociali, si batte per i diritti dei lavoratori e degli studenti, vive la fede come fermento di cambiamento. La cultura è per lui strumento di crescita personale e impegno collettivo: lo studio è una missione per servire meglio il prossimo.

La breve vita di Pier Giorgio, spentasi a soli 24 anni nel 1925 a causa di una malattia fulminante, lascia una traccia indelebile. Al suo funerale, una folla di poveri riempie le strade di Torino: erano i suoi “amici nascosti”, assistiti in segreto.
La sua santità non è fatta di gesti straordinari, ma di un amore quotidiano e umile. Pier Giorgio ci ricorda che la santità è possibile per tutti, nella normalità della vita, se vissuta con cuore grande e spirito aperto.
A cento anni dalla sua morte, la canonizzazione di Pier Giorgio Frassati è un invito a riscoprire il valore dell’amicizia, dell’impegno sociale e della fede vissuta con gioia.
Il suo esempio parla ai giovani, ma anche agli adulti, spronandoci a non accontentarci del minimo, a “puntare in alto”, a essere – come lui – una vera “valanga di vita” che travolge il mondo di bene.
E, per questo, Frassati è un Santo anche per il nostro tempo così grave e complesso, soprattutto per i giovani.
Angelo Santambrogio


Ultimo aggiornamento
16 Settembre 2025, 16:10
Chiesa di Lissone