RECUPERIAMO L’ESSENZIALE – Don Marco Lodovici – Prevosto
Cari fratelli e sorelle,questa settimana abbiamo aperto le Giornate Eucaristiche che concluderemo insieme domenica sera.
Data:
6 Febbraio 2026


Cari fratelli e sorelle,
questa settimana abbiamo aperto le Giornate Eucaristiche che concluderemo insieme domenica sera.
Vorrei soffermarmi per qualche pensiero a partire dal titolo che abbiamo scelto: “recuperiamo l’essenziale”!
Per poter vivere l’adorazione davanti all’Eucarestia occorre anzitutto decidere di fermarsi. Immediatamente ci vengono in mente tutte le cose che abbiamo da fare e rispondiamo “non ho tempo”.
Però qui non parliamo di qualcosa di superfluo, di marginale ma di essenziale.
Per le cose che ci interessano, anche nelle settimane più impegnative, qualche momento lo troviamo.
Dobbiamo fissarlo in agenda come priorità e non come qualcosa che “farò se avanzo tempo”.

Trovato il tempo di fermarmi davanti all’Eucarestia, dobbiamo riuscire a fare silenzio dentro di noi.
Anche questa è un’operazione non facile perché appena ci fermiamo ci vengono in mente tutte le cose che abbiamo da fare e il nostro cervello continua ad essere occupato.
Mettersi davanti all’Eucarestia ci chiede di lasciar fuori quello che possiamo fare in seguito, di liberare il cuore e la mente.
Certo qualche volta ci sono preoccupazioni serie, che ci rimangono nella testa e nel cuore, quelle possiamo metterle nella preghiera davanti al Signore.
Poi possiamo scegliere una Parola di Dio da cui lasciarci guidare e metterci in ascolto di quello che il Signore ci suggerisce.
Da qui nasce la preghiera di lode, di ringraziamento, di richiesta di perdono, di supplica.
Se desideriamo davvero costruire la nostra amicizia con Gesù, se la nostra preghiera non è solo una cosa da fare ma è l’incontro col Signore allora questo tempo diventa essenziale.

PAPA LEONE XIV° alla GMG di Tor Vergata ha esortato i giovani così: “…aspiriamo continuamente a un “di più” che nessuna realtà creata ci può dare, sentiamo una sete grande e bruciante a tal punto, che nessuna bevanda di questo mondo la può estinguere.
Di fronte ad essa, non inganniamo il nostro cuore, cercando di spegnerla con surrogati inefficaci!
Ascoltiamola, piuttosto!
Facciamone uno sgabello su cui salire per affacciarci, come bambini, in punta di piedi, alla finestra dell’incontro con Dio.
Ci troveremo di fronte a Lui, che ci aspetta, anzi che bussa gentilmente al vetro della nostra anima.
Ed è bello, anche a vent’anni, spalancargli il cuore, permettergli di entrare, per poi avventurarci con Lui verso gli spazi eterni dell’infinito»
C’è un desiderio di bellezza e di infinito in tutti i nostri cuori ma a volte i ritmi frenetici della vita, il tempo che sprechiamo, tutto quello che di negativo ci arriva addosso ci fa perdere l’orientamento. Impariamo a fermarci davanti a Gesù perché sia l’incontro con Lui a farci ripartire.


Cristo è tutto per noi.
Se desideri medicare le mie ferite, tu sei medico.
Se brucio di febbre, tu sei la sorgente ristoratrice.
Se sono oppresso dalla colpa, tu sei il perdono.
Se ho bisogno di aiuto, tu sei la forza.
Se temo la morte, tu sei la vita eterna.
Se desidero il cielo, tu sei la vita.
Se fuggo le tenebre, tu sei la luce.
Se cerco il cibo, tu sei il nutrimento.
(S. Ambrogio)

Ultimo aggiornamento
7 Febbraio 2026, 07:57
Chiesa di Lissone