Sabato 25 Aprile 2026: FESTA della LIBERAZIONE – 81° anniversario.
DIO non benedice alcun conflitto. Chi è discepolo di CRISTO, Principe della Pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia i droni.
Data:
23 Aprile 2026

DIO non benedice alcun conflitto. Chi è discepolo di CRISTO, Principe della Pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia i droni. Non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di PACE, ma solo la paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli ( Papa LEONE XIV°)

Care lettrici e lettori,
nelle prossime ore assisteremo alla consueta glorificazione della Festa della Liberazione, quindi esponiamo ai nostri davanzali, ai nostri balconi il TRICOLORE, la BANDIERA ITALIANA.
Ogni anno ascolteremo i soliti discorsi sull’importanza del 25 aprile.
Sull’importanza di cose come libertà, dignità, coraggio e resistenza.

La Festa della Liberazione che festeggiamo Sabato 25 Aprile è un processo che invita a rendere effettive, oggi, le condizioni per l’esercizio della libertà.
La memoria di ciò che avvenne allora può indicare tre riflessioni per celebrare questa ricorrenza nel nostro tempo.
Una prima riflessione e che non si può tacere di fronte ai tentativi di revisione delle pagine buissime della nostra storia. Così gli esperimenti mal celati di ridistribuire ed equilibrare le responsabilità durante il secondo conflitto mondiale non possono essere accettati.

Ogni uccisione, ogni strage sono da condannare; le precise responsabilità storiche del nazi-fascismo non possono essere addomesticate e il tempo trascorso non può essere ragione di una contestualizzazione riabilitativa.
Così, oggi, proprio a coloro che credono nella liberazione è chiesto nuovamente di scommettere sulla libertà e di contribuire perché tutti possano trasformarla in una responsabilità a impegnarsi su quei principi di dignità della persona umana, senza distinzione alcuna, e di pluralismo che la Costituzione indica.
Una seconda traccia di riflessione, che la liberazione ci invita a seguire, è rappresentata dalla PACE e dalle modalità di perseguimento di tale obiettivo.
Proprio sotto questo secondo versante, il rapporto tra liberazione e resistenza – anche armata – è inscindibile.
Ci pare importante, infatti, riscoprire il grande travaglio che attraversò i partigiani, particolarmente quelli cattolici.

Si pensi alla figura di Giuseppe Dossetti che, pur organizzando la resistenza in qualità di Presidente del Comitato di Liberazione di Reggio Emilia, non imbracciò le armi: egli fu pienamente “resistente” e non armato.
In Assemblea costituente giunse a proporre l’introduzione di un diritto alla resistenza mediante un articolo che non fu approvato: “…La resistenza individuale e collettiva agli atti dei pubblici poteri, che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino”.
Dopo l’esperienza politica, dedicò la sua vita monacale a tentare di ricucire le laceranti ferite della guerra.
Un’ultima traccia per celebrare questa ricorrenza attiene ai frutti della liberazione: la democrazia costituzionale.
Il sistema democratico pensato dai costituenti è stato realmente il prodotto della resistenza e della necessità di addivenire a un nuovo modo di vivere insieme che impedisse il ripetersi di ciò che era accaduto durante il conflitto mondiale.
I costituenti pensarono un ordinamento improntato alla democrazia sostanziale, proteso a rimuovere gli ostacoli che impediscono di sviluppare la personalità di ciascuno e a creare le condizioni di coesione sociale.
La Costituzione ha tracciato una via continua di liberazione, nel solco dell’uguaglianza sostanziale e della solidarietà.
Per questa stessa ragione i costituenti vollero, per la prima volta nella storia del costituzionalismo moderno, limitare la sovranità dello Stato per favorire istituzioni di amicizia tra i popoli.

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
L’articolo 11 della Costituzione Italiana rappresenta una consequenziale e chiara espressione della liberazione che oggi passa da una lettura unitaria di questa disposizione.
Durante l’Assemblea costituente i componenti di questa Assemblea, ispirandosi alla dottrina sociale cristiana, hanno sostenuto attivamente l’inserimento di questo principio, promuovendo una visione internazionale basata sulla Pace, sulla Giustizia e sulla Cooperazione.
La libertà o la liberazione come forma di resistenza contro l’oppressione totalitaria e la pace – nel suo significato pieno e sostanziale – sono rispettivamente il fondamento e il principio finalistico della genesi del nostro sistema costituzionale.

Quella liberazione invita a sostare sul dramma della guerra, a meditare – senza semplificazioni – sull’uso delle armi, a perseguire concretamente la pace.
Inoltre questa Giornata ci invita a non lasciare che tutto ciò sia oggetto solamente del dibattito parlamentare – peraltro assai blando e “acquietato” –, ma che sia affidato a un rinnovato senso di partecipazione di tutti alla vita democratica e, particolarmente, di quelle organizzazioni sociali che ancora sono radicate nel nostra amata ITALIA.
Meditare e agire in profondità su queste questioni pensiamo che possa rappresentare, oggi, il significato di una libertà che si fa concreto processo di liberazione e di PACE che ha in PAPA LEONE XIV° uno dei massimi estimatori.
Quindi non lasciamoci paralizzare da guerre e ingiustizie ma diamo vita a un mondo nuovo nato 81 anni fa dalla Liberazione perché ” la libertà é una conquista da difendere ogni giorno “.
A. MaMEtE
APPUNTAMENTI
BAREGGIA
con la partecipazione del Corpo Musicale S. Cecilia di Bareggia.
Ore 8.00: Celebrazione S. Messa presso la Chiesa SS. Giuseppe ed Antonio Maria Zaccaria
Al termine corteo e deposizione corona al Monumento ai Caduti
LISSONE
con la partecipazione del Corpo Bandistico S. Cecilia di Lissone.
Ore 9.30: Ritrovo in Piazza Libertà Cerimonia dell’Alzabandiera e corteo verso Piazza Maria Bambina
Ore 10.00: Celebrazione S. Messa presso la Chiesa della Madonna Addolorata
Ore 10.45: Commemorazione al Cimitero cittadino e deposizione fiori e corona
Al termine corteo per le vie cittadine
Ore 11.15: Momenti celebrativi nei luoghi dove vengono ricordate le vittime lissonesi cadute per la libertà
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare alle manifestazioni.
Per questa giornata siamo invitati ad esporre le bandiere tricolori sulle nostre abitazioni.

Che di quel dì d’april
vegnù d’ogni canton
d’ogni cuntrada
ciamà di nost campan
‘n dal ciel da la Brianza
tut ul paes in piaza
specià i american
specià la LIBERTÀ.
(Carletto Bianchi)

Ultimo aggiornamento
25 Aprile 2026, 18:31
Chiesa di Lissone