Sabato 31 Gennaio 2026 – San GIOVANNI BOSCO e la passione educativa.

San Giovanni Bosco è una delle figure più amate nella storia della Chiesa, conosciuto per il suo impegno verso i giovani tanto da fondare la Congregazione Salesiana.

Data:
29 Gennaio 2026

San Giovanni Bosco è una delle figure più amate nella storia della Chiesa, conosciuto per il suo impegno verso i giovani tanto da fondare la Congregazione Salesiana. La sua vita è da sempre un esempio di dedizione, fede e amore per l’educazione cristiana e civile.

Carissime lettrici e cari lettori,

la Festa a San GIOVANNI BOSCO rappresenta da sempre un appuntamento speciale per la Comunità Pastorale, un’occasione per ritrovarsi, pregare insieme e condividere la gioia della comunità educante ispirata alla figura del Santo dei giovani.

Nel Giorno della Memoria di San GIOVANNI BOSCO, Sabato 31 Gennaio 2026, è spontaneo soffermarsi sull’eredità spirituale e educativa che questo grande Santo ha lasciato all’umanità.
Don Giovanni, con il suo instancabile lavoro tra i giovani e la sua fiducia nella Provvidenza, ha saputo incarnare un amore concreto e vitale, capace di trasformare vite e di seminare speranza là dove regnavano difficoltà e abbandono.

La sua pedagogia, basata sulla ragione, religione e amorevolezza, resta ancora oggi un esempio luminoso per chiunque si dedichi all’educazione e alla crescita dei giovani.
Il suo motto: “Da mihi animas, caetera tolle” (“Dammi le anime, prendi il resto”), richiama tutti noi alla missione di accompagnare, con pazienza e dedizione, ogni persona verso il bene.

Infatti San GIOVANNI BOSCO, Padre e Maestro, si dedicò completamente all’educazione e formazione della gioventù.

San GIOVANNI BOSCO nacque in una famiglia contadina di Castelnuovo d’Asti (ora Castelnuovo Don Bosco) il 16 agosto 1815.
Il padre, Francesco, che aveva sposato in seconde nozze Margherita Occhiena, morì quando lui aveva due anni e in casa non mancarono certo le difficoltà.

A nove anni, GIOVANNI fece un sogno che gli svelò la missione a cui lo chiamava il Signore: si trovò in mezzo a dei ragazzi che bestemmiavano, urlavano e litigavano e mentre lui si avventava contro di loro con pugni e calci per farli desistere.
Vide davanti a sé un uomo dal volto luminosissimo che gli disse: “Non con le percosse, ma con la mansuetudine e con la carità dovrai guadagnare questi tuoi amici”.
Il 5 giugno 1841 fu ordinato sacerdote.
In quello stesso anno cominciò il suo apostolato facendo amicizia con un giovane muratore, Bartolomeo Garelli, che era stato maltrattato dal sacrista perché non sapeva servire la messa.
Don Bosco gli fece recitare un’Ave Maria e lo invitò a tornare da lui con i suoi amici.
Nacque così l’Oratorio. Don BOSCO lo chiamò, per lungo tempo, con una parola semplice e diretta: CATECHISMO.

Per il “Santo dei Giovani” l’Oratorio voleva essere il luogo dove i giovani e i ragazzi, spesso lasciati al proprio destino e drammaticamente a rischio, potessero trovare dei padri che si prendevano a cuore la salvezza dei figli.
In un clima di autentica famiglia: luogo dove ci si accoglie, ci si stima, ci si difende, ci si aiuta a crescere insieme, ci si ama, ci si perdona, ci si orienta con passione.
“Amate le cose che amano i giovani”, ripeteva ai suoi educatori.

Ed ecco la funzione dell’Oratorio, valide ancor oggi, in cui i momenti di gioco e di svago non può mancare lo sport, la ricreazione movimentata e chiassosa, insieme al teatro, alla musica, all’animazione, soddisfano saldamente l’interezza giovanile.
Il metodo educativo di San Giovanni Bosco si basava su tre principi fondamentali: ragione, religione e amorevolezza.
Credeva totalmente che l’educazione dovesse essere non solo un mezzo per istruire, ma anche un modo per formare persone responsabili e buone.
Era preminente, nella sua visione modernissima, non solo l’importanza del lavoro, ma anche delle condizioni sociali, sanitarie, contrattuali, in cui questo doveva venir svolto.

Un’attenzione, insomma, a tutto tondo, per il futuro delle giovani generazioni.
Forse, sarebbero da rileggere e approfondire – proprio in questo momento storico del nostro Paese – i suoi scritti, per avere una lezione di cui il nostro Tempo, ha necessariamente e profondamente bisogno.

San GIOVANNI BOSCO morì il 31 gennaio 1888, lasciando un’eredità straordinaria.
PAPA PIO XI°, PAPA ACHILLE RATTI di Desio, che lo aveva conosciuto, lo beatificò nel 1929, e lo canonizzò il giorno di Pasqua, 1° aprile 1934.





PREGHIERA

Padre e Maestro della gioventù, San Giovanni Bosco,
docile ai doni dello Spirito e aperto alle realtà del tuo tempo,
sei stato per i giovani, soprattutto per i piccoli e i poveri,
segno dell’amore e della predilezione di Dio.
Sii nostra guida nel cammino di amicizia
con il Signore Gesù,
in modo che scopriamo in Lui e nel suo Vangelo
il senso della nostra vita e la fonte della vera felicità.
Aiutaci a rispondere con generosità
alla vocazione che abbiamo ricevuta da Dio,
per essere nella vita quotidiana costruttori di comunione,
e collaborare con entusiasmo,
in comunione con tutta la Chiesa,
all’edificazione della civiltà dell’amore.
Ottienici la grazia della perseveranza
nel vivere una misura alta di vita cristiana,
secondo lo spirito delle beatitudini;
e fa che, guidati da Maria Ausiliatrice,
possiamo trovarci un giorno con te
nella grande famiglia del cielo.
Amen.

Ultimo aggiornamento

1 Febbraio 2026, 15:38