Qualche cosa di inedito di Don Tiziano Vimercati – Parroco

Don Tiziano Vimercati – Parroco

Il nostro Vescovo, Mario Delpini, al termine della messa celebrata in Duomo giovedì mattina, ha dato questa comunicazione:
A me sembra che due punti siano acquisiti.
Il primo è che noi quest’anno non possiamo organizzare l’oratorio estivo.
Non ci sono le condizioni per fare quello che abbiamo sempre fatto con tanta partecipazione dei ragazzi e gratitudine delle famiglie.
Il secondo è che noi non possiamo trascurare i ragazzi e gli adolescenti e far mancare a loro una proposta educativa di vita condivisa, di fede praticata, di giorni sereni… Io credo che dobbiamo raccogliere la sfida di inventare qualche cosa di inedito perché inediti sono la situazione e i vincoli che, presumibilmente, saranno posti dalle competenti autorità. Qualche cosa di inedito: creato non dal singolo prete, ma dalla comunità cristiana, leggendo il territorio, le risorse disponibili e le condizioni da curare perché non ci siano trasgressioni delle normative.
Qualche cosa di inedito: che sia costruito con alleanza con altre istituzioni e risorse disponibili sul territorio.
Qualche cosa di inedito: che non si esponga temerariamente a responsabilità ma che non si lasci bloccare da infondati timori.
Qualche cosa di inedito. Noi ne siamo capaci!

C’è un grande desiderio da parte di tutti: offrire ai ragazzi proposte educative per la prossima estate.
E’ ciò che la comunità cristiana ha sempre fatto, credendoci e investendo tante energie.
Quest’anno la situazione è diversa, inedita, complessa, dobbiamo riconoscere che non è facile prendere decisioni, e la responsabilità è grande.
E’ difficile però rassegnarci a non fare niente.
L’oratorio come è sempre stato fatto è sicuramente un’idea da abbandonare.

Il vescovo ci dice di inventare qualcosa di inedito.
Sì, forse lo potremo fare.
Ma sarà tutt’altra cosa (e non risponderà alle esigenze delle famiglie).
Ha quasi il sapore di una sfida quanto afferma il vescovo alla fine: Noi ne siamo capaci!
Vorrei avere la sua stessa fiducia.

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E’ vero che abbiamo una bella tradizione alle spalle; grande esperienza; volontari ormai preparati; tantissimi adolescenti pronti a spendersi con generosità per i più piccoli.
Sembra però che a tutto questo, prezioso tesoro di cui disponiamo, non possiamo attingere.
Così come non si potranno svolgere tutte quelle attività tipiche dei nostri oratori che esprimevano ciò che siamo, la nostra realtà.

Per questo ci troviamo nell’impossibilità, alle condizioni attuali, con le norme ora in vigore, di proporre l’esperienza dell’oratorio feriale.
Ciò che le norme permettono, può essere buono, ma è altro, e non permette la proposta classica degli oratori feriali.
Ci è chiesto di pensare a qualche cosa di inedito, che permetta la proposta educativa cristiana nel rispetto delle norme. Cosa non proprio facile, anche perché non conosciamo ancora con certezza queste norme.

Dice il nostro Vescovo: Quanto all’estate noi dobbiamo attendere le indicazioni delle autorità competenti: è inutile speculare e moltiplicare dichiarazioni, obiezioni e propositi, se non sono ancora definite e pubblicate le linee guida da applicare in Regione.

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Ringrazio il nostro vescovo per la stima e la fiducia che ripone nelle comunità cristiane.
Attendo però di conoscere quali saranno le linee guida che la Regione dovrebbe pubblicare.

Ho però l’impressione che il tempo passi e già siamo in ritardo per una seria programmazione.

Soprattutto temo che le linee guida si ispireranno a dati tecnici-scientifici, saranno ineccepibili, ma impossibili da realizzare se non a costo di dolorose e ingiuste discriminazioni.

Mi sembra che questa situazione ci faccia toccare con mano la nostra inadeguatezza, della chiesa e della società civile: abbiamo bisogno tutti di maggior umiltà, di imparare a collaborare di più, a condividere le scelte che sempre devono essere per il bene comune.

L’alleanza, educativa sociale e quant’altro, non può essere invocata solo in questi momenti, ma è l’orizzonte di chi lavora per gli altri, è l’orizzonte del cristiano e del buon cittadino.

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S. Teresa Benedetta della Croce

Chiamaci a lavorare
Signore Gesù,
che hai chiamato chi hai voluto,
chiama molti di noi
a lavorare per Te,
a lavorare con Te.
Tu, che hai illuminato con la tua parola
quelli che hai chiamati
e li hai sostenuti nelle difficoltà,
illuminaci con il dono della fede in te.
E se chiami qualcuno di noi,
per consacrarlo tutto a Te,
il tuo amore riscaldi questa vocazione
fin dal suo nascere
e la faccia crescere e perseverare
sino alla fine.
Amen.

(San GIOVANNI PAOLO II°)

COMUNITA´ PASTORALE
S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE
Parrocchie:
Cuore Immacolato di Maria – Madonna di Lourdes
S. Maria Assunta – Sacro Cuore di Gesù
SS. Pietro e Paolo – S. Giuseppe Artigiano
LISSONE

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